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Verso la seconda fumata nera al Colle

·3 minuto per la lettura

AGI - Si profila una nuova fumata nera anche nel secondo scrutinio per l'elezione del presidente della Repubblica. Le votazioni inizieranno dalle 15 ma, salvo sorprese, l'indicazione che arriverà ai grandi elettori dei due schieramenti di centosinistra e centrodestra dovrebbe essere nuovamente quella di votare scheda bianca. Riflettori puntati su Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia: poco prima dell'avvio del secondo scrutinio, infatti, il centrodestra - compresi i 'piccoli' - tornerà a riunirsi e successivamente, a votazione in corso, è attesa - anche se al momento non è ancora stata convocata ufficialmente - una conferenza stampa in cui dovrebbe essere presentata la rosa di nomi che la coalizione mette sul tavolo della trattativa con le altre forze politiche per tentare una convergenza sul nuovo Capo dello Stato.

Nel fronte avverso, crescono i timori del Pd e di parte del Movimento 5 stelle sull'asse che il leader pentastellato, Giuseppe Conte, avrebbe stretto con Matteo Salvini per stoppare la corsa al Colle del premier Mario Draghi, convergendo magari sul nome di Franco Frattini. "Non è scontato che un altro governo parta" senza Draghi premier, "non capisco come mai lo si dia per scontato", mette in guardia il vicepresidente M5s Michele Gubitosa. Alle 15 nuovo vertice (chiarificatore) Letta, Conte e Roberto Speranza. Intanto, il segretario dem, Enrico Letta, in un'intervista a Cnbc rinnova una sorta di appello, con tanto di formula di 'cortesià, ai leader del centrodestra: "Noi speriamo e diciamo che un accordo è assolutamente necessario. Senza un accordo, il presidente non puo' essere eletto. Quello che dico alla destra italiana è per favore, non fatelo. Non tentate di dividere il parlamento proponendo una canidatura divisiva".

Ma il centrodestra, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali, sembra non voler raccogliere, e insiste: "Oggi presentiamo una lista di nomi, uomini e donne, di altissimo profilo che hanno le carte in regola per fare il Presidente della Repubblica. Noi non poniamo veti ma è inaccettabile che vengano posti veti su persone solo perchè appartenenti politicamente o culturalmente all'area di centrodestra", scandisce Antonio Tajani. Non solo: il coordinatore azzurro aggiunge: senza Draghi impossibile un governo di unità, confermando di fatto il 'niet' al possibile trasloco dell'ex governatore della Bce da palazzo Chigi al Colle più alto.

Intanto la Lega smentisce che vi sia una trattattiva tra Salvini e Draghi sul governo. Quanto agli aspetti 'tecnici', alle 15 partirà il secondo scrutinio per l'elezione del successore di Mattarella. Con la proclamazione sprint di Maria Rosaria Sessa (FI) a deputata, in sostituzione dello scomparso Vincenzo Fasano, viene ripristinato il plenum di 1009 grandi elettori. Dunque, la maggioranza richiesta dalla Costituzione per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica torna a quota 673 voti. Senza un'intesa ampia, pero', resta un obiettivo alquanto difficile da raggiungere.

Non cambiano, rispetto a ieri, le modalità di votazione: i primi ad essere chiamati in Aula per esprimere il voto saranno i senatori a vita (nel primo scrutinio a votare sono stati quattro su sei), assieme ai grandi elettori con problemi di salute (il primo è stato ieri Umberto Bossi, che ha fatto ingresso nell'emiciclo in sedia a rotelle).

Toccherà poi ai senatori, quindi ai deputati e infine ai 58 delegati regionali. All'esterno di Montecitorio, nel parcheggio di via della Missione, potranno votare accedendo al drive in a bordo della propria macchina o di un mezzo sanitario i grandi elettori positivi o in quarantena, previo certificato medico. Ieri il primo a varcare la soglia del seggio speciale è stato l'azzurro Ugo Cappellacci, in ambulanza. Sei ore il tempo complessivo dell'intera votazione, compreso lo spoglio. Il presidente Roberto Fico leggerà solo l'eventuale conome scritto sulla scheda. Sarà letto anche il nome solo nel caso in cui il cognome non è "inequivocabile".

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