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Vertice centrodestra, Salvini: "Uniti o rischiamo Pd a vita"

·2 minuto per la lettura

Dopo quasi un'ora e trenta di confronto la nota unitaria Forza Italia-Lega chiarisce i campi di manovra del centrodestra di governo. A 'Villa Grande', dopo il patto delle pere cotte dello scorso mercoledì con Matteo Salvini e Giorgia Meloni - stavolta nella residenza romana di Silvio Berlusconi va in scena un nuovo incontro con il 'Capitano' allargato ai ministri e ai capigruppo. Attorno allo stesso tavolo si contano 16 persone. Tra questi spicca Gianni Letta, storico braccio destro del Cav e da sempre suo ambasciatore al Colle.

Una presenza molto indicativa per il menu del vertice, che vede tra i piatti principali la partita del Quirinale con Berlusconi candidato del centrodestra. Oltre all'elezione del presidente della Repubblica, in primo piano c'è ancora una volta la legge elettorale possibile 'oggetto di scambio' tra gli alleati. Non a caso, viene riproposto l'asse sul maggioritario. Di fronte al riso senza carboidrati, il konjac, voluto dal padrone di casa, a sancire una certa continuità di linea, anche culinaria, infatti, arriva la conferma di un accordo di massima su due punti: "Difesa del sistema elettorale maggioritario e una strategia comune sul Quirinale".

Salvini coglie l'occasione per vestire i panni del leader e lanciare quello che ai più suona come un vero e proprio monito, rivolto soprattutto ai ministri azzurri, che da giorni chiedono al Cav di non fidarsi dell'abbraccio mortale di Lega e Fdi sul Colle e di non trasformare Forza Italia in forza subalterna del fronte sovranista. Salvini sferza gli alleati sulla riforma elettorale (serve compattezza sul maggioritario ''altrimenti avremo il Pd al governo a vita'') ma è chiaro che il suo messaggio va oltre. Tradotto: marciamo compatti, cosi' siamo più forti, come dimostrato ieri al Senato nella 'tagliola' al ddl Zan.

"L’unità del centrodestra è un valore, anche in vista del Quirinale e delle prossime politiche", l'avvertimento del numero uno di via Bellerio che insiste: dobbiamo puntare a vincere e governare col centrodestra unito". E ancora con una battuta: "Anche per questo non prendo in considerazione il proporzionale, d’altronde il maggioritario l’ha inventato proprio Berlusconi...".

Nel menu, ca va san dire, la legge di bilancio, ai nastri di partenza. Berlusconi e Savini dialogano con i loro ministri: "Nella legge di bilancio dobbiamo incidere con un taglio delle tasse significativo", è la loro richiesta agli esponenti del governo Draghi. Prendendo la parola Matteo Salvini dice: Ad un certo punto viene evocata Giorgia Meloni. Berlusconi e Salvini concordano sulla necessità di "procedere il più velocemente possibile ad individuare i candidati per le prossime elezioni amministrative".

E qui il nome della leader di Fdi arriva al tavolo. "Dobbiamo fare presto, coinvolgendo gli altri partiti di centrodestra a partire da Fratelli d’Italia", concordano Berlusconi e Salvini. Linea condivisa anche sulla necessità di evitare scontri e divisioni: "Presto verrà riconvocato un vertice allargato alla Meloni per discutere delle prossime amministrative", è l'intesa finale.

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