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Via i controlli tra Repubblica Ceca e Slovacchia

Il governo ceco ha dichiarato la fine dei controlli alla frontiere con la Slovacchia introdotti a settembre 2022 a causa della rapida crescita degli ingressi irregolari di migranti da Est. Il ministro degli Interni Vít Rakušan ha dichiarato che la misura ha funzionato e ha permesso di ridurre drasticamente gli arrivi irregolari, che nel 2022 hanno raggiunto quota 30 mila, più della metà dei numeri registrati nel 2021. Circa 21 mila erano siriani.

L'impennata di ingressi rispetto all'anno precedente era dovuta principalmente alla ripresa dei flussi dopo la frenata provocata dalla pandemia di Covid-19, un fenomeno che non ha risparmiato la Repubblica Ceca, Paese di transito per i migranti che percorrono la rotta dal Medio oriente verso i Paesi del nord Europa.

In un comunicato il governo ha dichiarato di aver fermato oltre nove mila persone che attraversavano illegalmente la frontiera. Da inizio ottobre sono stati respinti. Nella lotta alla criminalità Praga parla del traguardo di 277 trafficanti arrestati lungo i 250 chilometri di confine, un bilancio quattro volte superiore a quello del 2021.

La Slovacchia ha criticato i controlli alle frontiere, sostenendo che sono contrari ai principi della politica di libertà di movimento alle frontiere come sancito dalla convenzione di Schengen. Controlli eccezionali sono disposti anche in prossimità dei 91 chilometri di confine tra Slovacchia e Austria. Vienna li reputa necessari per contrastare l'immigrazione illegale e per difendersi dagli affari della criminalità.