Italia Markets closed

Via della seta cinese: l'ennesima cattedrale nel deserto?

Francesco Simoncelli
·8 minuto per la lettura

Il libero mercato ci dice cosa dovrebbe essere costruito e cosa non dovrebbe essere costruito.

Il sistema di profitti e perdite in un mercato libero direbbe agli oligarchi cinesi di non costruire ferrovie dalla Cina attraverso l'Asia colpita dalla povertà all'Europa orientale colpita dalla povertà.

Il governo cinese sta creando una linea ferroviaria che si estende dalla Cina attraverso l'Asia fino all'Europa orientale. Si chiama Belt and Road Initiative (BRI). Una volta completata, sarà un gigantesco sussidio statale alle merci cinesi esportate.

RON PAUL CONTRO SOVVENZIONI E DAZI ALL'ESPORTAZIONE

Ron Paul ha parlato di questo tipo di sussidio statale nel 1981. Sostituite "Cina" a "Francia" e capirete cosa sta facendo il governo cinese.

Le esportazioni sono utili economicamente solo quando sono redditizie. Altrimenti rappresentano una perdita netta.

Ma non abbiamo bisogno dei nostri sussidi perché altri Paesi hanno i loro? Se il governo francese desidera impoverire i propri cittadini per inviarci prodotti a buon mercato, perché dovremmo impoverire anche i nostri?

Ciò significa che le esportazioni sovvenzionate dallo stato di beni prodotti in Cina riducono necessariamente la gamma di scelte per i consumatori cinesi. I comunisti cinesi che gestiscono la Cina non lo capiscono. O forse lo capiscono, ma vogliono usare la BRI per stabilire un'influenza politica nelle nazioni straniere. A loro non importa che le loro politiche riducano la ricchezza dei cittadini cinesi. "Non è un nostro problema".

IL PRESIDENTE XI 

Il presidente Xi ha annunciato questa iniziativa nel 2013. È ancora per lo più sulla carta. Non sappiamo ancora che aspetto abbia la mappa ferroviaria. È principalmente retorica politica. Un articolo pubblicato sul sito web del Council on Foreign Relations riassume la situazione:

Il presidente Xi ha annunciato l'iniziativa durante le visite ufficiali in Kazakistan e Indonesia nel 2013. Il piano era duplice: la nuova Via della seta via terra e la nuova Via della seta marittima. I due sono stati inizialmente definiti come One Belt, One Road Initiative, ma alla fine sono diventati Belt and Road Initiative.

La visione di Xi includeva la creazione di una vasta rete di ferrovie, oleodotti energetici, autostrade e passaggi di confine semplificati, sia verso ovest, attraverso le montuose repubbliche ex-sovietiche, sia verso sud, verso Pakistan, India e il resto del sud-est asiatico.

Il governo cinese ha presumibilmente speso $200 miliardi negli ultimi sette anni. Sono spiccioli, visto che l'economia cinese è stimata a $14.000 miliardi all'anno. Quindi questa è principalmente retorica politica. C'è poca sostanza economica e qualunque sia, è denaro sprecato.

La BRI non è la via per la prosperità: è il modo per ridurre la ricchezza dei cittadini cinesi. Questo è l'ennesimo esempio di mercantilismo. È l'ennesimo esempio di denaro confiscato alla popolazione che viene utilizzato per sovvenzionare il settore delle esportazioni. Adam Smith confutò questa strategia economica nel 1776 in La Ricchezza delle Nazioni. La sua analisi economica era accurata allora e lo è altrettanto oggi.

MATTHEW EHRET

Parliamo adesso di un non economista canadese di nome Matthew J. L. Ehret. È un sostenitore del cosiddetto "sistema americano", il programma mercantilistico di Alexander Hamilton, Henry Clay e Abraham Lincoln. È un greenbacker: loda l'abolizione da parte di Lincoln del dollaro coperto dall'oro e la successiva emissione di centinaia di milioni di dollari in moneta cartacea: i greenback. (Per una critica all'economia greenback, leggiete il libro, Gertrude Coogan's Bluff, pubblicato dal Mises Institute.)

È tra le cheerleader più entusiaste in Occidente per la Belt and Road Initiative. Pensa che sia un'idea magnifica. È convinto che i sussidi dei contribuenti cinesi ai governi impoveriti in Asia e Africa porteranno ad un'enorme ricchezza per la Cina. In altre parole, è un mercantilista. Non crede ad Adam Smith, Ludwig von Mises o qualsiasi altro difensore del libero mercato e dello stato minimo. Crede invece nello stato preponderante, nei grandi sussidi e nei grandi progetti visibili. In altre parole, commette quello che Frederic Bastiat chiamava l'errore di ciò che non si vede. Questo errore è l'essenza della cattiva economia, come scrisse Henry Hazlitt nel 1946 nel suo libro classico, Economia in Una Lezione.

In un articolo pubblicato su Strategic Culture, inizia con un errore analitico: descrive il commercio internazionale moderno come un gioco a somma zero, un gioco progettato in modo che i vincitori traggano profitto a scapito dei perdenti. Ludwig von Mises descrisse questo errore analitico come il Dogma di Montaigne, dal nome del saggista francese del XVI secolo Michele de Montaigne. All'inizio del capitolo XXIV dell'Azione Umana (Yale University Press, 1949) Mises ha scritto:

Tra gli scrittori moderni Montaigne fu il primo a riaffermarlo; possiamo quindi chiamarlo il Dogma di Montaigne. Era la quintessenza delle dottrine del mercantilismo, vecchio e nuovo. È alla base dell'insegnamento delle dottrine moderne secondo cui prevale, nel quadro di un'economia di mercato, un conflitto inconciliabile tra gli interessi delle varie classi sociali all'interno di una nazione e tra gli interessi di qualsiasi nazione e quelli di tutte le altre.

Al contrario, Ehret scrive:

È una tragedia della nostra epoca che la società sia stata rinchiusa in un sistema operativo a somma zero per così tanto tempo che molte persone che vivono in occidente non possono nemmeno immaginare un ordine mondiale progettato in nessun altro modo [...] anche se tal sistema alla fine non può far altro che uccidere tutti quelli che lo sostengono.

Questa affermazione è troppo cinica?

Non solo è troppo cinica, è analiticamente sbagliata.

Poi addirittura fa di peggio.

Vedete, questa tensione richiesta dai padroni del mondo di oggi è generata da tassi di scarsità crescenti (cibo, carburante, risorse, spazio, ecc.). Poiché questa scarsità aumenta a causa dell'aumento della popolazione, ne consegue naturalmente che guerre, carestie e altri conflitti aumenteranno in tutte le categorie (etniche, religiose, linguistiche, di genere, razziali, ecc.).

Non ci sono padroni del mondo. Ci sono solo portavoce del Nuovo Ordine Mondiale con le loro pretese.

Non esiste un governo civile internazionale. Al contrario, c'è stata una crescente economia di libero mercato. Negli ultimi quattro decenni ha prodotto enormi aumenti di ricchezza su una scala senza precedenti, soprattutto nel Terzo Mondo. Se volete una prova di ciò, guardate uno dei meravigliosi TED talk di Hans Rosling. Vi consiglio questo del 2006. 

Ehret poi cita il principe Filippo. L'anno? Il 1981. Questo dovrebbe persuaderci.

Mettendo in mostra questa brutta filosofia misantropica durante un'intervista del 21 dicembre 1981 su People, il principe Filippo ha descritto la necessità di ridurre la popolazione mondiale affermando:

Saremo in un grave disastro se non sarà frenata, non solo per il mondo naturale, ma per il mondo umano. Più persone ci sono, più risorse consumeranno, più inquinamento creeranno, più combattimenti faranno. Non abbiamo alternative. Se non è controllata volontariamente, sarà controllata involontariamente da un aumento di malattie, fame e guerra.

Ciò indica quante poche prove ha Ehret per la sua tesi presumibilmente dimostrata. Affidarsi al principe Filippo come analista economico è un errore. Il principe Filippo si sbagliava 39 anni fa ed Ehret si sbaglia adesso.

Ehret è un grande devoto di Franklin Delano Roosevelt e del suo vicepresidente socialista, Henry A. Wallace.

Quando un tale sistema viene imposto ad un mondo in possesso di armi atomiche, come è avvenuto in seguito alla morte di FDR e al sabotaggio della sua grande visione anticoloniale, il prevedibile aumento dei tassi di conflitto, fame e ignoranza può solo estendersi ad una guerra mondiale se le superpotenze nucleari scegliessero di disobbedire ai limiti e alle "norme" di questo gioco in qualsiasi momento.

Ho cliccato sul collegamento evidenziato. È una conferenza di un'ora di Ehret che elogia la visione postcoloniale di Roosevelt e Wallace. Inutile dirlo, quest'ultimo era davvero un socialista. La conferenza di Ehret ha ottenuto un totale di 2000 visualizzazioni. Aveva circa sei persone tra il pubblico, che tra le altre cose continuavano ad interromperlo. Non ci viene detto sullo schermo chi sia l'autore. Il video è stato prodotto dalla Rising Tide Foundation, gestita dallo stesso Ehret. Questo non è ciò che possiamo definire documentazione persuasiva.

Wallace era così di sinistra che quando si candidò alla presidenza nel 1948 con un quarto partito, il Partito Comunista lo appoggiò. Quell'anno il Partito Comunista non candidò nessuno alla Presidenza. Non ne aveva bisogno infatti.

Ehret nel suo discorso ha elogiato l'alleanza congiunta tra Xi e Putin (37:30). Sostiene che la rivoluzione della "Repubblica di Cina" (Cina comunista) è stata modellata sulla rivoluzione di Lincoln (41:18). Sostiene che la BRI di Xi è modellata sul "sistema americano" di Lincoln (41:22). "È tutto Lincoln". Certo che lo è.

LA BRI

Ehret è un grande sostenitore della BRI cinese. Nel 2019 ha scritto "How the 'Real' America Is in Harmony With the Belt and Road Initiative":

Queste nuove regole proposte da Xi Jinping ed espresse dalle pratiche economiche/politi Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online