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Viaggiare per studio: lo fanno sempre più studenti

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Viaggiare per studio: lo fanno sempre più studenti

Soddisfatti, pronti ad aprirsi a nuove esperienze professionali e formative all’estero e consapevoli di aver ampliato il proprio bagaglio di competenze e conoscenze. Chi sono? I giovani di “Intercultura”, circa 1.500 studenti e studentesse delle scuole superiori che hanno partecipato a programmi scolastici internazionali in oltre 60 Paesi del mondo, beneficiando di una borsa di studio promossa da Intercultura.

Il rapporto di Intrcultura sugli studenti italiani “in viaggio

Gli esiti del “viaggio” oltreconfine sono stati raccolti, anche quest’anno, nell’ XI edizione del rapporto Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca, promosso dalla Fondazione Intercultura e presentano lo scorso 1° ottobre a Roma. Tanti gli spunti di riflessione che l’Osservatorio ha approfondito intervistando un campione di 122 giovani beneficiari di una borsa di studio Intercultura: qual è il valore sociale e personale dell’esperienza? Quali sono i benefici professionali riscontrati? Vediamo cosa hanno risposto gli intervistati.

Studiare fuori: un’esperienza gratificante e formativa

Intanto, la possibilità di poter affrontare questa esperienza beneficiando di una borsa di studio a copertura parziale o completa dei costi è un elemento messo in primo piano. L’aspetto economico non è affatto secondario nell’incentivare o meno un giovane (e la sua famiglia) nella scelta di trascorrere un periodo di studio all’estero. E i dati lo confermano: il 78% dei beneficiari non avrebbe potuto vivere quell’esperienza senza i benefici economici di una borsa di studio.

Una percentuale rilevante se si considera, come ripreso nel rapporto, che i costi da sostenere sono tra i principali vincoli che frenano la mobilità studentesca internazionale, il cui valore incide fin da subito sulle scelte formative e professionali dei giovani.

Ma dove scelgono di andare gli studenti quando possono “viaggiare per studio”?

Tre le mete più gettonate troviamo:

  • USA (24%);
  • Spagna (11%);
  • Regno Unito (10%);
  • Canada (7%).

E cosa studiano?

Sul fronte formativo, oltre l’80% dei beneficiari di una borsa Intercultura si è iscritto all’Università, scegliendo (in prevalenza) un corso di studio a indirizzo umanistico. 9 giovani su 10 hanno conseguito il diploma di laurea e circa il 33% dei laureati ha successivamente completato un percorso di dottorato o un master. Cicli di studio, sia in un caso che nell’altro, che il 25% del campione ha svolto all’estero, sulla scia dell’esperienza positiva già maturata alle scuole superiori.

Una finestra sul mondo che da quel momento in poi sembra essere rimasta aperta. Spicca, infatti, tra gli ex-borsisti, l’inclinazione al viaggio. Definiti nel rapporto come veri e propri globetrotter, il 72% dei giovani intervistati ha continuato a viaggiare e a mantenere rapporti personali con una rete di persone incontrate durante l’esperienza di studio all’estero.

Cosa aspettarsi sul fronte professionale?

I riscontri sono positivi anche sui tempi di ingresso nel mondo del lavoro. Se l’esperienza di studio all’estero arricchisce culturalmente e personalmente gli ex-borsisti, e aiuta a chiarire le idee nella scelta formativa post-diploma, i benefici non sembrano mancare quando si prova a valutare gli effetti dell’esperienza in chiave occupazionale.

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Di certo, le competenze linguistiche e la flessibilità di adattamento a nuovi contesti e culture con cui gli ex-borsisti sono entrati in contatto rappresentano aspetti che possono (in parte) facilitare la ricerca di un lavoro e la capacità dei giovani di adattarsi con più rapidità al cambiamento. Su questo versante, il 79% degli intervistati ha dichiarato di aver trovato o cambiato lavoro con facilità, guardando con particolare interesse a uno specifico ambito di attività: quello sociale. Il 26% degli intervistati lavora infatti in organizzazioni che operano prevalentemente in questo settore, nello specifico:

  • il 14% lavora presso un ente non profit;
  • il 12% è impegnato nell’area “istruzione o educazione”

Rilevante, rispetto agli altri ambiti di attività, è la presenza di giovani che si sono inseriti in organizzazioni attive in ambito turistico (10% degli intervistati).

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Le competenze e le specializzazioni acquisite durante il percorso di studi sono state, dunque, ben “capitalizzate” dagli intervistati, occupando ruoli e posizioni professionali alquanto eterogenei e che riguardano, tra le altre aree:

  • area relazionale (41%);
  • area economico-legale (31%);
  • area tecnico-scientifica (18%).

In queste aree professionali, hanno trovato spazio esperti in lingue, in comunicazione, in gestione del business e professionisti dell’Ict.

Un percorso che nel complesso, a detta degli intervistati, ha consentito loro di raggiungere un livello di benessere socio-economico più alto rispetto a quello raggiunto dalla propria famiglia di origine.

In crescita il numero di scuole che si “aprono” all’estero

Le valutazioni qui brevemente descritte si inseriscono all’interno di uno scenario in cui cresce il livello di internazionalizzazione delle scuole.

L’indice di internazionalizzazione viene misurato dall’Osservatorio rilevando una serie di indicatori attraverso interviste rivolte a 400 dirigenti scolastici delle scuole secondarie superiori, che offrono informazioni, per esempio, sulla propensione di un istituto a partecipare a progetti internazionali, oppure a investire in attività che incentivino le relazioni con altre scuole estere. Gli esiti della rilevazione del 2019 mostrano una graduale apertura degli istituti scolastici verso l’opportunità di “costruire ponti” con l’estero, soprattutto grazie al “cambio di passo” fatto registrare da Istituti tecnici e professionali, indirizzi di studio in cui cresce la percentuale di giovani che vivono un’esperienza di studio all’estero.

Indicazioni che lasciano ben sperare e che rafforzano la convinzione che sostenere con finanziamenti ad hoc esperienze di studio e formazione all’estero rappresenti una risorsa per la crescita formativa e l’inserimento professionale dei giovani.

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La redazione di WeCanBlog

Autore: We Can Job. Per approfondimenti su formazione e lavoro visita il sito Wecanjob.it.