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"Vietato uscire con il collega". Due dirigenti del call center rinviati a giudizio

I dipendenti non potevano uscire la sera senza la presenza dei capi. (Getty)

di Fabrizio Arnhold

Come in quel film con Sabrina Ferilli nel call center. Peccato che sia tutto vero. C’era un vademecum da seguire, ovviamente non scritto, che mortificava e limitava la vita privata dei dipendenti del call center romano Euro Contact srl, insieme a quello della consorella Fenice srl. I dipendenti non potevano uscire la sera senza la presenza dei capi, vietato aiutare il collega in difficoltà e guai ad intrecciare una relazione sentimentale con il compagno di scrivania. Il rischio era quello di essere prima umiliati dal capo e poi licenziati.

I dirigenti Rosa Fiorini e Cesare Porrà sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di atti persecutori. Al momento solo un’ex dipendente si è costituita parte civile. La donna nel 2016 sarebbe stata allontanata dal posto di lavoro per aver infranto una regola, una di quelle “non scritte”: avrebbe avuto una relazione con un collega, ovviamente anche lui cacciato. Cuore e lavoro devono restare separati perché “secondo la Fiorini portano alla creazione di un nucleo troppo compatto”, ha spiegato un dipendente alla pm Antonella Nespola.

L’avvocato difensore degli imputati, Elio Bellino Panza, ci tiene a precisare che “non esiste alcun “metodo Fenice” e che, anzi, “in azienda tutti possono avere relazioni sentimentali”. Non la pensa allo stesso modo l’ex dipendente che ha denunciato i due dirigenti. Non solo lei, sostanzialmente allineate anche le tante testimonianze raccolte durante il periodo delle indagini. Il regolamento “non scritto” avrebbe molti punti che limitano la libertà dei dipendenti sia sul luogo di lavoro ma anche nella vita privata. Sarebbe vietato prestare soldi ad altri dipendenti. E ancora, bisogna cancellare dalla rubrica i telefoni dei colleghi licenziati.

La pm scrive che “le comunicazioni possono avvenire soltanto nel gruppo Whatsapp aziendale”. Altra regola da seguire: fare la spia, comunicando le lacune dei colleghi in modo che possano essere ripresi pubblicamente dai capi. Una ex impiegata che ha lasciato il call center per il troppo stress ha confidato: “Noi ragazze ci vedevamo il venerdì ma solo se c’era la Fiorini. Mentre i maschi uscivano con Porrà. Senza di loro non potevamo organizzare nulla”.