Vigilanza bancaria, come si trasforma l'Europa

Unione bancaria, step one. Dopo 3 mesi di negoziato e 17 ore di colloqui, stamane all'alba i 27 paesi dell'Unione hanno raggiunto un accordo che prevede la supervisione e la vigilanza unica da parte della Banca Centrale Europea sulle banche dell'Eurozona.

Il pacchetto concordato dagli Stati rappresenta il primo passo verso la sovranità bancaria da parte di un organismo centrale, la Bce appunto, e sarà in vigore dal 1 marzo 2014. A partire da questa data, l'Eurotower controllerà tutte le banche della zona euro - e dei Paesi fuori dalla moneta unica che aderiranno all'unione - che abbiano un asset per almeno di 30 miliardi di euro o che rappresentino il 20% del Pil del Paese, per un totale di circa 150-200 banche.
Gli altri istituti di credito continueranno ad essere sorvegliati dalle autorità nazionali, ma all'istituto monetario di Francoforte spetterà il diritto di controllo. Questo accordo va incontro alle volontà di Berlino, che da subito si era battuta per mantenere sotto il proprio controllo le sue banche cooperative e le casse di risparmio, anche se in questo modo la Bce potrà ugualmente appropriarsi dei dossier dei singoli istituti bancari in difficoltà per verificarne l'andamento.

Unione bancaria: cosa cambierà per l'Eurozona

Michel Barnier, commissario al mercato unico, lo ha definito "un primo passo verso una unione bancaria", sottolineando "il ruolo cruciale della Bce" . Marzo 2014, dunque, anche se nel cominicato inviato stamattina dai ministri delle Finanze europee si parla anche di un probabile rinvio, a causa di alcuni punti su cui ci sono state discordanze. Si tratta in particolare di due aspetti, la separazione tra politica monetaria e vigilanza bancaria nella Bce e le modalità di voto nell'Autorità bancaria europea (Eba), istanze portate avanti dagli Stati più scettici, ovvero Germania e Gran Bretagna.

Per venire incontro alle posizioni di tutti si è proposto quindi di creare, in merito al primo punto, un "organo di mediazione" che prenderà decisioni nella Bce nel caso in cui ci siano disaccordi tra il consiglio di sorveglianza e il consiglio direttivo. Per quanto riguarda l'Eba, è stato stabilito che le decisioni verranno prese con un voto a doppia maggioranza, in modo da dare spazio a quegli stati - come Svezia e Gran Bretagna appunto - che non parteciperanno alla supervisione unica.

Affidare poteri di supervisione ad un organo centrale è uno strumento, secondo gli Stati che hanno aderito al pacchetto, per garantire la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo salva-Stati Esm. Con questo accordo, infatti, le operazioni di sostegno riguarderanno direttamente gli istituti in difficoltà economica e non più gli Stati, non gravando così sul debito pubblico ed evitando future crisi finanziarie.
L'accordo sulla vigilanza bancaria arriva in occasione del vertice dell'Europarlamento, previsto tra qualche ora, dove i capi di governo dei 27 Stati membri discuteranno e daranno il suggello politico a questo pacchetto dopo mesi di difficile intesa. E il parere favorevole della cancelliera Merkel, che lo considera "di un valore inestimabile" fanno pensare che non ci saranno problemi sull'approvazione.