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Vino, Cinelli Colombini: "Vendemmia ricca per il Brunello, sarà annata da botte grande"

(Adnkronos) - Per due grandi vini rossi toscani, il Brunello di Montalcino e l'Orcia Doc, una denominazione più giovane, altrettanto pregiata, la vendemmia è alle battute finali ed in questa zona c'è chi comincia a fare un primo bilancio positivo dell'annata come Donatella Cinelli Colombini, presidente dell'associazione delle Donne del vino e viticoltrice di provata esperienza con base a Montalcino e a Trequanda, nella Val D'orcia in provincia di Siena. "In questa zona della Toscana c’è stato un sostanziale equilibrio quantitativo, rispetto all’anno scorso e la qualità è molto alta - anticipa Cinelli all'Adnkronos a margine del premio Casato prime Donne che si è svolto nei giorni scorsi a Montalcino - Si tratta di vini rossi a lungo invecchiamento che hanno un quantitativo di tannini molto consistenti, un Ph equilibrato e un alcol alto ma non altissimo come in altre vendemmie. Sarà una tipica annata da botte grande".

In particolare, "la zona di Montalcino ha sofferto di più la siccità ma, fortunatamente, i terreni sono maggiormente capaci di trattenere l’acqua rispetto ad altri. La siccità comunque è stata meno dannosa di quella del 2012 e del 2017 perché la chioma delle uve quest'anno era più piccola e le viti hanno sopportata molto meglio la sete, poi dalla metà di agosto è piovuto, anche se il 18 agosto si è abbattuta una vera e propria tempesta".

La vendemmia del Sangiovese si è conclusa domenica scorsa mentre i vitigni più tardivi che sono il Fogliatonda e il Sagrantino sono in fase di raccolta. "In questi anni gli agricoltori hanno imparato moltissimo e questa annata dimostra il grande valore degli agronomi e dei vignaioli perché hanno saputo interpretare il clima in modo impeccabile" è evidente la soddisfazione dell'imprenditrice, tra i produttori fondatori del Consorzio Orcia Doc nel 2000. "Ad esempio, nella mia azienda tanti anni fa facevamo la cimatura estiva e ora siamo ritornati ad una tecnica contadina molto vecchia, la ‘accucciatura'.

Inoltre, "è determinante che quasi tutti i vigneti oggi sono bio perché i terreni sono molto più soffici e vitali". Tradizione e innovazione si coniugano perfettamente in vigna. "Rispetto al passato ora ci avvaliamo di centraline meteorologiche e abbiamo sistemi elettronici che ci danno informazioni su un eventuale attacco della peronospora ma anche di quanto è forte l’attacco. E poi si sono diffusi altri prodotti a base di alghe e di agrumi più si va avanti e più diventa facile coltivare la vite" conclude.