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Vino sotto attacco, da Prosek croato a Oms, domani pressing su Patuanelli

·3 minuto per la lettura

Il settore del vino italiano, nonostante le ottime performance sui mercati nazionale ed esteri, e forse anche per questo, è sotto attacco. Dalla questione del Prosek croato che insidia il nostro Prosecco, prodotto di punta dell’export agroalimentare italiano, ad una partita altrettanto importante, ovvero le ricadute sulla promozione del vino che deriverebbero dall’attuale posizione dell’Oms sulla lotta al cancro in Europa. Sono questi i temi ‘caldi’ che saranno affrontati domani in tarda mattinata al tavolo convocato in videoconferenza dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, a cui partecipa anche il sottosegretario Gian Marco Centinaio, ed al quale saranno collegati i presidenti di Assoenologi, Cia, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Unione Italiana Vini e il coordinatore gruppo vino di Alleanza delle Cooperative Italiane.

Sono questioni che preoccupano il mondo del vino che chiederà al governo di intervenire e quale linea intenda perseguire. Sarà importante capire quanti appelli a favore del Prosecco e quanti pareri contrari perverranno a Bruxelles, una partita che vede già schierato un ‘fronte’ di consorzi di produttori contro il Prosek croato, che comprende anche il comitato dello Champagne, come segnala l’Unione Italiana Vini che farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinché presentino mozioni contrarie all’indicazione della Commissione in difesa di questa Doc, in sede Ue.

Del resto, l’opposizione formale si basa sul fatto che - come ha sottolineato Patuanelli - il nome Prosek richiama inevitabilmente, per un ‘consumatore normalmente informato’, le bollicine del nostro Paese. Tra l'altro, il sottosegretario Centinaio si è dichiarato “cautamente ottimista” sul respingimento da parte della Ue della richiesta croata. L’Italia entro il 4 novembre deve presentare le sue deduzioni e il governo ha chiesto alle associazioni di categoria di far pervenire le indicazioni giuridiche.

Il gioco di alleanze strategiche sarà indispensabile anche per l’altra ‘battaglia’ che l’Italia sta combattendo in Europa e sul quale i produttori di vino domani faranno pressing sul governo, in vista della riunione dell’Oms dell’8 ottobre a Ginevra per la messa a punto del documento sulle strategie anti cancro. Il vino infatti è tra quei prodotti (oltre alla carne rossa), il cui consumo viene ritenuto fattore di rischio per il cancro nel Piano europeo per la lotta al cancro.

Fino ad oggi, solo l’Italia si è opposta e dunque, bisogna vedere se ci sono altri oppositori, quali sono le posizioni in campo e se verrà fatta marcia indietro, come è stato preannunciato. Una questione difficile perché l’Oms, nel suo documento mette l’alcool tra i motivi scatenanti il cancro, senza fare un’adeguata distinzione tra vino e altri prodotti alcolici, tra corretto uso e abuso di alcool. Se non si dovesse invertire la rotta si rischia di mettere al bando il vino italiano e di altri Paesi europei e la stessa promozione del vino (con i relativi fondi dell'Ocm).

Oltre al possibile ‘scippo’ da parte della Croazia sulla Doc e della Docg Prosecco, regina di Valdobbiadene e di Conegliano, al tavolo saranno affrontate anche altre questioni come i fondi sulla promozione ( tempistiche e scadenze della Ocm), per la promozione delle cantine sui mercati extra Ue, ed in relazione agli ulteriori 25 milioni di finanziamenti. Infine, un’altra questione più tecnica che riguarda le Igp e l’utilizzo dei mosti scuote e preoccupa il mondo del vino perché entrerebbe a gamba tesa nei disciplinari di molte etichette italiane. (di Cristina Armeni)

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