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Vino, Uiv: ok Mipaaf a decreto sostenibilità, primi in Ue

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Image from askanews web site
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Roma, 24 giu. (askanews) - Via libera del Ministero delle Politiche agricole al decreto Sostenibilità: l'Italia sarà la prima nazione in Europa ad avere uno standard pubblico sostenibile per il settore vitivinicolo. A annunciarlo è il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, commentando l'adozione da parte del Mipaaf del decreto sulla costituzione del comitato della Sostenibilità vitivinicola.

Con il provvedimento a regime, il vino italiano avrà uno standard pubblico unico nel suo genere, attraverso un disciplinare basato sul sistema nazionale di produzione integrata declinato in tutte le regioni italiane. Per tutti i produttori, poi, regole uniche in materia di impiego di agrofarmaci e di buone prassi in vigna e in cantina (circa 40), ma anche - una volta raggiunta la certificazione - un logo unico e pubblico riconoscibile ai consumatori.

"L'approvazione da parte del ministero delle Politiche agricole del decreto Sostenibilità rappresenta per il vino italiano un passaggio fondamentale in chiave socioeconomica. Saremo i primi in Europa a dotarci di uno standard pubblico sostenibile per il settore vitivinicolo, un motivo di orgoglio - spiega Abbona - che condividiamo con il ministero delle Politiche agricole e tutto il settore. Ora serve accelerare con il disciplinare di produzione, per chiudere un quadro giuridico che consentirà alle imprese di applicare il nuovo modello già a partire dalla prossima vendemmia".

"L'atto di oggi - ha aggiunto il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti - è un primo tassello sostanziale di un percorso fortemente voluto da Uiv. La chiusura del cerchio di uno strumento normativo e di mercato che sarà in grado di rispondere positivamente a sfide e obiettivi della nuova Politica agricola comune e della strategia Farm to fork, e che sarà al centro della prossima assemblea generale di Unione italiana vini, il 6 luglio".

Secondo una recente indagine su un campione di 17 mila intervistati in 17 Paesi realizzata da Wine Intelligence, il cui aggiornamento sarà presentato in occasione dell'Assemblea generale Uiv, i vini prodotti in modo sostenibile sono al secondo posto tra 13 giovani tipologie produttive che offrono maggiori opportunità di crescita, dietro solo ai biologici e molto più considerati dai consumatori rispetto, per esempio, ai vini senza conservanti, a quelli senza solfiti, agli orange, ai prodotti a basso tenore alcolico, ai biodinamici o ai vegani. Tra i Paesi con una maggior sensibilità dei consumatori verso i vini sostenibili, gli Stati Uniti, la Germania e il Regno Unito - che rappresentano anche la top 3 della domanda di vino italiano - ma anche i Paesi del Nord Europa, la Svizzera, il Brasile e l'Australia.

Unione italiana vini accoglie infine con favore la possibilità data alle imprese che oggi già vantano certificazioni ambientali di essere inserite, senza costi e per un periodo transitorio di 2 anni, nel nuovo standard della sostenibilità, evitando così doppi adempimenti.

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