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Vino, vigneto e tecnologia: Enovitis 2018 tappa in Emilia Romagna

Gbt

Roma, 18 gen. (askanews) - "La grande macchina organizzativa di Enovitis in Campo 2018 è partita e ci sono tutte le premesse per replicare il successo dello scorso anno, raggiungendo nuovi primati".

Così Paolo Castelletti, Segretario Generale di Unione Italiana Vini, presenta la tredicesima edizione di Enovitis in Campo, storica fiera itinerante interamente dedicata alle tecnologie per la viticoltura organizzata da UIV e Veronafiere, in collaborazione con Fieragricola, che si terrà il 21 e 22 giugno a Fabbrico, in provincia di Reggio Emilia presso Il Naviglio di F.lli Fantini, una delle più grandi e storiche aziende conferitrici di Cantine Riunite & CIV, specializzata nella produzione di vini frizzanti territoriali, quali Lambrusco, Pignoletto e Prosecco.

"Già la location è una novità: per la prima volta, infatti, saremo ospitati da un'azienda viticola socia del primo gruppo vitivinicolo italiano, Cantine Riunite & CIV - prosegue Castelletti -. Fiera itinerante, che ha nel suo DNA la mission di accendere i riflettori sui diversi territori e sulle loro caratteristiche peculiari, Enovitis in Campo dopo 18 anni torna in Emilia, ma in un territorio nuovo, la pianura reggiana, terra del Lambrusco, di quelle bollicine rosse oggi sempre più apprezzate in tutto il mondo. Ambiente produttivo dove la viticoltura ha imboccato la strada dell'alta specializzazione e la meccanizzazione delle operazioni colturali ha raggiunto tassi elevatissimi. Una terra, quindi, dove la spinta all'innovazione tecnologica e all'aggiornamento professionale è particolarmente sentita. Saranno molti i temi di approfondimento proposti dalla due giorni fieristica nei numerosi e qualificati convegni e workshop in programma. Sono certo che i contenuti e le innovazioni che porteremo tra i filari di Enovitis in Campo 2018, valorizzate dal premio Innovation Challenge, offriranno alle imprese le giuste risposte alle esigenze pressanti di una viticoltura sempre più specializzata e competitiva".

"La prossima edizione di Enovitis in Campo, la quinta che vede la collaborazione di Veronafiere-Fieragricola e Unione Italiana Vini, si annuncia sotto i migliori auspici, dopo il grande successo registrato a Cavaion Veronese nel territorio del Bardolino lo scorso giugno e con una sempre maggiore attenzione del comparto alla sostenibilità e ai cambiamenti climatici, fenomeno che negli ultimi anni ha influito sulle rese in campo e che richiede particolare sforzi da parte dei produttori - commenta Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere -. Non possiamo dimenticare che l'impegno della filiera vitivinicola va verso la qualità, unica strada per valorizzare il made in Italy enoico, che viene garantita anche attraverso l'impiego di buone tecniche agronomiche e l'utilizzo di strumenti innovativi. L'evento del 21 e 22 giugno a Fabbrico sarà preceduto da Enovitis in Fiera, evento indoor che arricchisce il palinsesto della 113ª edizione di Fieragricola, in programma a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio prossimi, e che si inserisce nelle manifestazioni fieristiche di alto livello che Veronafiere dedica al settore vitivinicolo, a partire da Vinitaly".

Dopo i grandi numeri dell'edizione del Veneto - 165 espositori e circa 8mila visitatori - Enovitis in Campo punta a raggiungere nuovi primati nella provincia di Reggio Emilia, territorio custode di una ricca biodiversità viticola legata alla coltivazione quasi esclusiva delle varietà autoctone.

"Siamo particolarmente lieti di ospitare Enovitis in Campo nel nostro territorio - commenta Corrado Casoli, presidente di Cantine Riunite & CIV. Il Reggiano è una zona in cui la meccanizzazione viticola sfiora tassi del 90%, con la vendemmia che arriva addirittura a quasi il 100%. Il nostro team di agronomi - prosegue Casoli - è fortemente focalizzato sulla implementazione di sistemi di coltivazione che da una parte garantiscano un abbattimento significativo dei costi di produzione, e dall'altra consentano ai nostri soci di raggiungere produzioni lorde vendibili allettanti: oggi per il Lambrusco siamo attorno a valori superiori ai 10.000 euro a ettaro". Riunite, dando una forte spinta all'innovazione tecnologica sul territorio, ha fatto sì che in questi ultimi anni il vigneto emiliano non solo si sia profondamente efficientato, ma abbia anche costruito un argine agli espianti. "Non solo i tassi di abbandono si sono arrestati, ma vi è un ritorno di interesse per la viticoltura, con i giovani in prima linea. L'azienda di Fantini - conclude Casoli - è uno dei migliori esempi in questo senso".