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Violentata sul treno: "Guardavo il cellulare e sono sbucati, non riuscivo a muovermi"

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Photo taken in Ceský Brod, Czech Republic (Photo: Jaromir Chalabala / EyeEm via Getty Images)
Photo taken in Ceský Brod, Czech Republic (Photo: Jaromir Chalabala / EyeEm via Getty Images)

“Ero seduta sul treno, tornavo a casa dopo la giornata di lavoro. Come sempre. Stavo guardando il cellulare... Quei due sono arrivati all’improvviso. Di colpo. Nemmeno il tempo di sentirli, di accorgermi di niente... Uno mi ha bloccata, mi teneva ferma, non riuscivo a muovermi, mentre l’altro...”.

Sono le parole dette al Corriere della Sera da una delle due ventenni violentate venerdì sera, 3 dicembre, mentre stavano tornando a casa, la prima su un convoglio Trenord della tratta Milano Cadorna - Varese Nord, la seconda all’interno della stazione di Venegono Inferiore.

La ragazza ha 21 anni, è italiana e fa l’impiegata. Subito dopo la tragedia, racconta, ha cercato prima il capotreno e ha raccontato a lui quanto accaduto. Poi, raggiunta dagli agenti della polizia ferroviaria nella stazione di Vedano Olona, ha raccontato tutto anche a loro.

È andata in ospedale per le cure e, quando è stata chiamata dai carabinieri per il riconoscimento, non ha esitato un attimo. La giovane non ha potuto memorizzare le voci degli aggressori, in quanto questi sono rimasti sempre in silenzio. I loro volti, però, sì. Adesso si attendono gli interrogatori, anche se, come ribadito fin da subito in Questura, la presenza di tracce biologiche non lascerebbe spazio a ulteriori dubbi.

I due presunti aggressori sono stati arrestati in esecuzione di fermo per indiziato delitto per violenza sessuale in meno di 48 ore. Si tratta di due uomini, uno di nazionalità italiana e l’altro di origine nordafricana e irregolare.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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