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Violenza donne, Unioncamere aderisce a progetto Panchine rosse

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Roma, 25 nov. (askanews) - Una Panchina rossa come segno tangibile dell'impegno nel contrasto alla violenza contro le donne. E' questo l'obiettivo del progetto promosso del movimento Stati generali delle donne, al quale hanno deciso di aderire anche Unioncamere e il sistema camerale territoriale.

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra oggi, il sistema camerale promuove una serie di incontri di approfondimento sul tema della condizione femminile, con particolare riguardo alla partecipazione al mercato del lavoro e alla creazione di impresa.

Un'opportunità che ad oggi è stata colta da numerose Camere di commercio, che già dai giorni scorsi, oggi e poi nelle prossime settimane sono impegnate in specifici appuntamenti per illustrare il progetto, coinvolgendo e sensibilizzando anche giovani, imprese e cittadini.

Il progetto Panchine rosse, diffondendo le panchine sul territorio, lancia un monito contro la violenza sulle donne e si fa carico dell'urgenza di realizzare la parità di genere. Un modo, quindi, per alimentare un processo di consapevolezza nella società, dove ancora molte donne sono vittima di discriminazioni o di soprusi, ma anche per prendere coscienza e valorizzare il ruolo della donna nella vita quotidiana, nei luoghi di lavoro e nell'impresa.

Questo è il fronte sul quale il sistema camerale, attraverso i Comitati per l'imprenditoria femminile presenti in ogni Camera di commercio, è attivo ormai da venti anni, promuovendo la cultura d'impresa al femminile.

Anche grazie all'attività della rete dei Comitati delle Camere di commercio, molte donne in Italia hanno scelto di avviare una propria attività, dando corpo alla propria vocazione professionale e in piena autonomia.

Il milione e 340mila imprese femminili, censito dalle Camere di commercio, pari a poco meno del 22% del totale delle aziende italiane, rappresentano una risorsa straordinaria per il nostro Paese, sia perché attraverso di esse le loro fondatrici hanno raggiunto l'indipendenza economica, sia per l'importante ricaduta a livello occupazionale. Con oltre 3 milioni di addetti totali, infatti, alle imprese femminili si deve più del 14% dell'occupazione complessiva del settore privato.