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Violenza su donne: inaugurata 'Ogni mia casa', a Milano tornano le Ri-Belle

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E' la casa della propria infanzia con la gatta e una luce particolare, un ricordo del proprio padre, oppure una canzone di Jovanotti. A venticinque donne che stanno cercando di uscire da situazioni di violenza è stato chiesto di raccontare cosa sia, per loro, casa: il risultato sono venticinque casette di legno dipinte, che raccontano il vissuto di ognuna di loro. Sono esposte da oggi, 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne, nella sede del Sole 24 Ore per la mostra delle Ri-Belle "Ogni mia casa". Il progetto della cooperativa sociale La Grande Casa scs onlus, realizzato con il laboratorio artistico curato da Elisabetta Reicher, è promosso da Sorgenia, che per il secondo anno consecutivo ha scelto di dare il suo contributo per alzare il livello di attenzione sul tema, insieme a La Grande Casa, nella campagna #sempre25novembre.  

"Il 'dopo' è l'investimento a cui dobbiamo pensare. I centri anti-violenza sono fondamentali, ma servono anche le case rifugio, che aiutano le donne a ripartire, a credere di nuovo in se stesse, e a capire che ce la possono fare insieme alla società civile", spiega Liviana Marelli, direttore generale de La Grande Casa e membro dell'esecutivo nazionale Cnca. Il tema della casa per queste donne è centrale: è nido, rifugio sicuro, ma anche gabbia e dolore. "Nel tempo abbiamo costruito percorsi di accompagnamento e oggi abbiamo nove case rifugio e otto case di housing sociale: la donna ha bisogno di essere accompagnata e di avere delle opportunità, di casa e di lavoro", spiega.  

La 'casa' è anche al centro della campagna digital che fino al 15 dicembre consentirà a Sorgenia di donare energia alle case rifugio del Cnca: per contribuire basta cliccare sull'interruttore virtuale della pagina web sempre25novembre.sorgenia.it. Lo spot da 30 secondi dedicato all'iniziativa con Bebe Vio e Gessica Notaro, vittima di un'aggressione con l'acirdo, "sta raggiungendo due milioni di italiani", ha sottolineato Gianfilippo Mancini, amministratore delegato di Sorgenia.  

La campagna ha avuto effetti inattesi: "Ci sono arrivate richieste d'aiuto da parte di donne che hanno visto lo spot. Noi le giriamo immediatamente alle organizzazioni che si occupano professionalmente di violenza, ma questo ci fa sentire un'enorme responsabilità, significa che c'è un bisogno nella società e noi siamo chiamati a prendere una posizione". Per questo motivo, dice ancora, "sono convinto che le aziende debbano impegnarsi per dare un contributo concreto alla società in cui fanno impresa".  

Eliminare la violenza di genere è uno degli obiettivi primari dei Sustainable Development Goals (SDGs) che costituiscono l’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile approvata dall’Onu. In Italia, negli ultimi 5 anni, 2 milioni 435 mila donne, secondo i dati Istat, hanno subito una qualche forma di violenza. Su questo tema – e sulla comunicazione sociale in senso più ampio – Sorgenia ha investito il 75% del proprio budget di campagne adv e social, nella convinzione che iniziative analoghe, associate a valori e cause sociali, contribuiscano al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.