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Virus Cina, Fitch: freno domanda petrolio, nel 2020 prezzi volatili

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Roma, 3 feb. (askanews) - Se l'epidemia di coronavirus continua a diffondersi "potrebbe frenare la crescita della domanda di petrolio, portando a un surplus di produzione esteso man mano che la produzione cresce in Brasile, Norvegia e Stati Uniti". E' quanto rileva Fitch Ratings, aggiungendo che "l'entità del surplus dipenderà dalla durata dell'epidemia e dalla capacità dei paesi OPEC+ di adeguare i livelli di produzione, se necessario". Gli analisti prevedono "che i prezzi del petrolio rimarranno altamente volatili nel 2020" considerando anche le "tensioni geopolitiche".

I prezzi del petrolio sono stati sotto pressione dall'inizio dell'epidemia di coronavirus con il Brent che è sceso da poco meno di 70 dollari al barile all'inizio di gennaio a circa 56 dollari al barile all'inizio di febbraio.

Quindi, prosegue Fitch, "potrebbe diventare più difficile per gli emittenti di petrolio e gas della categoria B accedere ai mercati dei capitali, con il risultato di un tasso di default più elevato nel settore. I rating delle compagnie petrolifere nazionali cinesi, in particolare CNPC/PetroChina, Sinopec e CNOOC, sono collegati al rating sovrano della Cina e pertanto non sarebbero immediatamente interessati, nonostante l'indebolimento delle metriche di credito. Le raffinerie asiatiche potrebbero vedere un ulteriore ammorbidimento dei margini di raffinazione a causa della riduzione della domanda e dei tassi di utilizzo".(Segue)