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Virus Cina, mercati europei e asiatici spaventati

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I mercati internazionali risentono del propagarsi del coronavirus. Le vendite si fanno sentire prima di tutto sui mercati di Asia e Pacifico, anche se molte Borse - tra cui Shanghai, Hong Kong e Taiwan - sono rimaste chiuse dopo la decisione del Governo cinese di estendere al 2 febbraio le festività in occasione del Capodanno cinese.  

Nell'area la Borsa di Tokyo archivia la seduta in ribasso di oltre il 2%, la Borsa di Bombay perde lo 0,6%, la Borsa thailandese lascia sul terreno il 2,8% e la Borsa indonesiana cede l'1,7%. In Cina, spaventa l'indice futures A50, calcolato sulla base della capitalizzazione di mercato delle azioni delle 50 maggiori società cinesi: la perdita è di oltre il 5,7%. I timori per il coronavirus contagiano anche i futures del greggio: il Wti americano scivola a 52,9 dollari al barile, in calo del 2,3%, il Brent scende sotto i 60 dollari al barile (59,3 dollari al barile), con un calo del 2,2%. Le Borse europee aprono in pesante ribasso con Parigi giù dell'1,7%, Francoforte dell'1,7% e Londra in calo dell'1,6%. Tiene la Borsa di Milano, su cui influisce positivamente l'esito delle elezioni Regionali in Emilia-Romagna: la vittoria di Stefano Bonaccini (Pd) è vista dagli investitori come garanzia della stabilità del Governo.