Visco: Anche 2013 sarà anno difficile, ora riforme per crescita

Firenze, 18 gen. (LaPresse) - "Anche quest'anno sarà un anno difficile". Lo afferma il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervenendo all'Università degli studi di Firenze per la lectio magistralis 'Ruolo, responsabilità, azioni della Banca Centrale nella lunga crisi'. Secondo Visco "l'economia italiana è ancora in recessione", ma questa "potrebbe avere fine nella seconda parte del 2013". Per l'Italia, spiega il numero uno di Bankitalia, "sulla scadenza decennale, lo spread si è quasi dimezzato, scendendo intorno ai 260 punti base: ulteriori riduzioni potranno derivare dal pieno dispiegarsi delle riforme nazionali". Inoltre, secondo il governatore, "le critiche secondo cui la cosiddetta regola del debito imporrebbe un orientamento permanentemente restrittivo alla politica di bilancio sono infondate" e anzi "l'equilibrio dei conti pubblici, che non esclude ricomposizioni nelle principali poste di bilancio, è la precondizione per il successo". Visco fa riferimento alla riduzione media annua del rapporto tra il debito e il Pil pari a un ventesimo dell'eccesso rispetto alla soglia del 60 per cento, rilanciata dall'Ue ma "già presente nel Trattato di Maastricht". L'inquilino di Palazzo Koch ritiene che "al di là della congiuntura sfavorevole, il nostro Paese deve saper trovare le motivazioni e gli incentivi per affrontare con decisione il problema della crescita". Per quanto riguarda la Bce, Visco aggiunge ancora che "è importante che, pur prevedendo adeguati presidi a garanzia della correttezza del loro operato, alle banche centrali non vengano 'legate le mani'".

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