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Visco (Bankitalia), bisogna studiare di più

red-Cam

Roma, 8 nov. (askanews) - "I dati indicano che, rispetto agli altri paesi, gli italiani frequentano la scuola di meno, vi apprendono di meno e curano poco la formazione anche dopo la scuola. Considerato che anche il tasso di disoccupazione è elevato e la partecipazione al mercato del lavoro bassa, ciò porta su livelli ben superiori alla media europea la quota dei cosiddetti "NEET" (Not in education, employment, or training), i giovani non impegnati nello studio, nel lavoro o nella formazione". Lo ha detto il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco parlando all'Universita' di Cagliari in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico.

"Bisogna studiare di piu', a scuola e durante la vita lavorativa. L'istruzione, in particolare quella universitaria, resta infatti un investimento redditizio. Comparando costi e benefici monetari, l'Ocse calcola il tasso di rendimento dell'investimento in capitale umano come si farebbe per un titolo finanziario. Sebbene l'istruzione renda, in Italia, meno che nella media degli altri paesi dell'Ocse - fattore che alimenta la cosiddetta 'fuga dei cervelli´ - titoli di studio superiori hanno comunque un rendimento maggiore degli altri".

"Chi e' piu' istruito ha infatti minori difficolta' a trovare un lavoro, ha carriere meno frammentate e guadagna salari piu' elevati - ha aggiunto Visco -. Bisogna inoltre studiare meglio. In Italia il dibattito sull'istruzione sembra essere rimasto bloccato alla contrapposizione tra la cultura 'umanistica´ e quella 'tecnicoscientifica´. L'importanza di entrambe le discipline, invece, e' oggi largamente riconosciuta", ha concluso il Governatore.