Italia Markets close in 2 hrs 6 mins

Visco: bene risposta governo a crisi, ma ora preoccupa l'incertezza

Voz
·3 minuti per la lettura

Roma, 11 ott. (askanews) - Sulla crisi pandemica "il governo si è trovato a gestire una situazione drammatica e da cittadino credo che alla fine, nel confronto internazionale, non ne sia uscito male", mentre adesso è "l'incertezza" il fattore che sta maggiormente pesando su economia e prospettive di ripresa. E questa richiede il mantenimento di politiche accomodanti, sia sul fronte di bilancio, sia sul versante monetario, dove vanno scongiurati i rischi di deflazione. Lo afferma il governatore della banca d'Italia, Ignazio Visco, in un a lunga intervista (2 pagine) al Corriera della Sera. "Lo stato di incertezza in cui oggi viviamo è caratterizzato da tre fattori. Il primo è sanitario, riguarda la durata della pandemia, i tempi per produrre e distribuire un vaccino. Il secondo è più soggettivo e psicologico - spiega -: a fronte dell'incertezza le imprese e noi tutti come consumatori tendiamo a procrastinare, a non consumare né investire. In più ci sono i riflessi di comportamenti simili che si verificano all'estero; tutto ciò può causare una caduta prolungata della domanda aggregata". "Questo è il fenomeno economico che mi preoccupa di più - avverte Visco. La propensione al risparmio sale, il consumo aggregato scende, ma ciò a sua volta fa sì che ci sia meno attività produttiva, meno occupazione, meno reddito, cosa che finisce per ridurre il risparmio complessivo anche se, paradossalmente, tutto è partito dal tentativo che ciascuno stava facendo di far crescere il proprio. Contro questa spirale negativa, bisogna intervenire con la politica di bilancio e la politica monetaria. È essenziale continuare ad avere politiche accomodanti finché questa componente legata all'incertezza non scompare". Poi c'è "un terzo fattore: non sappiamo come ne usciremo. Quale sarà il 'nuovo equilibrio', ci sarà un new normal? Finché non si capisce cosa sarà il nuovo mondo - dice ancora Visco - magari con più digitale, con modifiche nelle attitudini di consumo, un turismo diverso e più regolato, la struttura della produzione e la natura degli investimenti non saranno definite e potremmo vivere una transizione complicata". Visco siede nel Consiglio direttivo della Bce, come tutti i suoi omologhi nell'area euro e guardando alla politica monetaria comune avverte: "la bassa inflazione può portare a mantenere basse le aspettative di variazione dei prezzi, queste a loro volta influenzano la crescita dei salari e, nuovamente, gli stessi prezzi. I tassi d'interesse nominali sono fermi ed è difficile riuscire a farli scendere ancora di più. A quel punto - spiega - i tassi reali possono salire, con effetti negativi sulla domanda e un impatto anche sul debito, che salirebbe in termini reali". "Il debito, sia pubblico che privato, in Europa è già alto e crescerebbe ancora con la deflazione: è il classico meccanismo debito-deflazione, che è prevalso per esempio durante la Grande Depressione. Uno scenario pericoloso e "per questo - dice il governatore di Bankitalia - la politica monetaria deve essere espansiva e restarlo a lungo nel tempo. Su questo vi è un consenso ampio, e la storia, anche recente, ha dimostrato che con la politica monetaria riusciamo a intervenire efficacemente e che la deflazione si può combattere".