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Visco, da sistema produttivo risposta lenta a innovazione

red-Cam

Roma, 8 nov. (askanews) - "In Italia il sistema produttivo non è riuscito ad adattarsi con prontezza ai grandi cambiamenti prodotti nel tempo dalla tecnologia e dalla globalizzazione; ne hanno risentito la produttività e il potenziale di crescita dell'economia". Lo ha detto il Governatore di della Banca d'Italia, Ignazio Visco, parlando all'Università di Cagliari in occasione dell'inaugurazione anno accademico.

"La risposta alle innovazioni nel settore dell'informazione e delle comunicazioni negli anni Novanta - ha aggiunto - è stata lenta e, per fronteggiare la competizione internazionale, si è puntato prevalentemente su provvedimenti volti ad aumentare la flessibilità del lavoro, invece che su adeguati investimenti. Le difficoltà della nostra economia sono state dovute a quattro principali fattori: la specializzazione nei settori tradizionali, proprio quelli in cui le pressioni competitive sono state più intense; la struttura dell'industria, caratterizzata dal peso elevato delle piccole imprese, con meno risorse per effettuare i necessari investimenti in ricerca e sviluppo; gli assetti proprietari e gestionali, con azionisti e manager che troppo spesso sono membri della stessa famiglia, un fattore che riduce la capacità delle imprese di attingere al mercato dei capitali e a un più ampio bacino di professionalità; l'eccessiva concentrazione del debito delle società non finanziarie nel sistema bancario".

"Dall'inizio del nuovo secolo queste condizioni - ha sottolineato Visco - non sono mutate; non sorprende, pertanto, che, con il recente sviluppo delle tecnologie digitali, inizi oggi a manifestarsi un ritardo simile a quello osservato negli anni Novanta. I dati indicano chiaramente che, nel nostro paese, sono bassi sia la produzione di beni e servizi digitali, sia il loro impiego da parte delle imprese e degli individui. Gli indici che riassumono il livello di digitalizzazione dell'Unione europea e degli Stati membri pongono l'Italia agli ultimi posti, con un ritardo particolarmente accentuato negli utilizzi e nelle competenze.