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Visco: imprese piccole, pochi investimenti e taglio costi lavoro

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 16 dic. (askanews) - Nell'affrontare i grandi cambiamenti mondiali iniziati negli anni Novanta "la risposta delle imprese italiane è stata lenta: si è puntato soprattutto a riforme che consentissero di ridurre il costo del lavoro, mentre gli investimenti, non solo privati, sono stati insufficienti". Lo ha affermato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, sottolineando che "la nostra struttura produttiva è rimasta sbilanciata verso imprese molto piccole, che dispongono di pochi mezzi, sia finanziari sia in termini di competenze manageriali, per effettuare rilevanti investimenti in ricerca e sviluppo e innovare, e verso i comparti tradizionali, dove la concorrenza dai paesi emergenti e in via di sviluppo è stata più intensa".

"Se le imprese italiane - ha spiegato il governatore - avessero la stessa struttura dimensionale di quelle tedesche, la produttività media del lavoro nell'industria e nei servizi di mercato sarebbe superiore di oltre il 20%, superando anche il livello della Germania".

Le differenze "nella composizione settoriale del valore aggiunto nei due paesi svolgono un ruolo meno importante, anche se non del tutto trascurabile, nello spiegare la bassa produttività: se l'Italia avesse la medesima composizione industriale della Germania, la sua produttività del lavoro sarebbe maggiore, a parità di altre condizioni, del 3%".

"Per questo motivo - ha aggiunto Visco in una lectio magistralis per l'inaugurazione dell'anno accademico del Gran Sasso Science Institute - è essenziale attuare riforme volte a creare condizioni più favorevoli alla crescita delle imprese, ridurre gli oneri amministrativi e burocratici che ne ostacolano gli investimenti, aumentare la qualità e l'efficienza dei servizi pubblici".

Glv