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Visco: sistema pensionistico italiano tra quelli più resilienti

Glv
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Roma, 4 nov. (askanews) - I sistemi pensionistici pubblici a contribuzione definita (come quello italiano) "sono più resilienti" di quelli a prestazione definita. Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui "non tutti i sistemi pensionistici sono vulnerabili allo stesso modo alle dinamiche macroeconomiche e demografiche future. Gli schemi a prestazione definita (sia a ripartizione sia a capitalizzazione) sono più fragili di quelli a contribuzione definita". I sistemi come quello italiano, ha spiegato Visco agli "Stati generali delle pensioni" organizzati dall'università Bocconi e da Deutsche Bank, sono più resilienti perchè "il rendimento implicitamente garantito al singolo lavoratore dipende in modo automatico dall'andamento della crescita e dall'evoluzione della longevità, l'equilibrio finanziario a livello aggregato dei sistemi a ripartizione a contribuzione definita risulta robusto a shock macroeconomici e demografici". "Poichè l'ammontare della pensione - ha evidenziato il governatore - è strettamente connesso a quello dei contributi versati e all'età di pensionamento, in questi sistemi si riduce l'incentivo al pensionamento anticipato, consentendo allo stesso tempo di dare qualche margine di flessibilità ai singoli lavoratori. Non a caso, nonostante le previsioni di una crescita economica relativamente bassa e di un forte aumento del tasso di dipendenza la dinamica futura della spesa pubblica per pensioni prevista dalla commissione europea per l'Italia risulta una delle più contenute a livello europeo". "In ultima analisi però - ha aggiunto Visco - nessun sistema è completamente isolato da possibili scenari avversi. La priorità quindi, anche per sostenere il debito pubblico e quello pensionistico, è di tornare a più alti, equilibrati e durevoli tassi di crescita economica".