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Vita, sogni e rovina di Clare Bronfman, l’ereditiera che ha finanziato per 15 anni la setta Nxivm

·6 minuto per la lettura

Che il destino di un’ereditiera sia strettamente connesso alla sua fortuna è indubbio, ma nel caso di Clare Bronfman la sua ricchezza – e il modo in cui se ne è servita – le ha assicurato solo una branda in una cella. Figlia di una donna inglese dell’Essex e di Edgar Bronfman, magnate americano dell’industria dei liquori Seagram che prosperò durante proibizionismo, sin da piccola sapeva che avrebbe ereditato una fortuna talmente enorme da sentirsi schiacciata al solo pensiero.

Da ragazza la descrivono come una ragazza ansiosa, impaurita, alla ricerca di un’identità e di uno scopo nella vita che non fosse semplicemente diventare una donna piena di soldi allo scoccare della maggiore età. Trova il suo solo sfogo nell’equitazione e vince diverse gare in Europa, dove vive con la madre dopo il secondo divorzio dei genitori. Si erano incontrati a Marbella e sposati nel 1975. Dopo la nascita delle figlie Sara e Clare avevano divorziato per risposarsi nel 1983 e separarsi definitivamente pochi anni dopo. Le ragazze era rimaste con la madre vivendo tra Inghilterra e Kenya ma tornando spesso negli Stati Uniti per andare a trovare il padre nelle sue tenute in Virginia e nella Sun Valley oppure nell’appartemento sulla Quinta a New York. Si riuniscono a lui dopo che la madre si risposa.

Photo credit: TIMOTHY A. CLARY - Getty Images
Photo credit: TIMOTHY A. CLARY - Getty Images

La svolta arriva nel 2002 quando, tramite la sorella Sara, Clare entra nel programma di crescita personale promosso dalla società Nxivm fondata da Keith Raniere e Nancy Salzman che si facevano chiamare Vanguard e Prefect. Inizia tutto con alcuni seminari che paiono innocui, anzi a detta di molti producono ottimi risultati, soprattutto per quanto riguarda l’autostima. Anche se sembra strano doversi alzare in piedi all’arrivo di un superiore, indossare una fascia colorata che identifica il grado, salutare Keith Raniere con un bacio in bocca e superare sessioni estenuanti lunghe fino a 17 ore.

Ma Clare sente subito di aver trovato il suo posto, presto diventa trainer e negli anni avanza sempre di più nella gerarchia dell’organizzazione. Per un breve periodo invita anche il padre a farne parte ma Edgar prende le distanze già l’anno dopo quando scopre che la figlia ha “prestato” due milioni di dollari a Keith Raniere. È convinto che il capo della baracca voglia circuire sua figlia per spillarle soldi. Non avrà torto ma morirà prima di vedere la fine della storia. Non prima di sollevare inquietanti sospetti quando nell’ottobre 2003 il magazine Forbes dedica la copertina proprio a Raniere definendolo “il più strano coach del mondo”. Nell’articolo Edgar Bronfman non si fa scrupoli a definire Nxivm “una setta”.

Photo credit: TIMOTHY A. CLARY - Getty Images
Photo credit: TIMOTHY A. CLARY - Getty Images

Clare si schiera dalla parte di Nxivm e rompe con il padre. Raniere, arrabbiato per la cattiva pubblicità che tutto questo ha prodotto, le dà tutta la colpa e la convince che l’unico modo per espiare è finanziare le attività del gruppo. E il fiume di soldi comincia a scorrere. Clare accetta persino di far controllare il computer del padre tramite spyware. Paga per tutte le cause intentate contro la Nxivm e assolda un esercito di avvocati e investigatori per mettere a tacere le voci critiche e qualunque ex-membro che abbia voglia di parlare troppo.

Due milioni sono destinati a un progetto che solo tramite l’influenza e i soldi delle sorelle Bronfman diventa realtà: invitare il Dalai Lama nel 2009. Per la Nxivm è una legittimazione senza precedenti. Oltre a poter contare sull’aiuto di un’ereditiera che mette a disposizione il suo patrimonio, l’organizzazione recluta star di Hollywood, imprenditori di successo e laureati della Ivy League. Si stima che nel corso dell’attività della Nxivm, tra il 1998 e il 2018 ai corsi abbiano partecipato oltre 16.000 persone, scucendo migliaia di dollari. Il solo corso introduttivo di 5 giorni costava 2700 dollari. Molti si fermavano ai seminari, qualcuno però restava accedendo a un’organizzazione sempre più complessa che sfruttava lo schema del marketing multilivello per reclutare altre persone e finanziare nuovi progetti. Clare è in prima linea. Secondo i procuratori che hanno curato il caso, esploso di lì a poco, avrebbe elargito almeno 116 milioni di dollari alla causa tra parcelle degli avvocati, spese per gli investigatori privati e finanziamento di brevetti. Ha anche acquistato per la Nxivm diverse proprietà a New York e Los Angeles e un jet privato.

Photo credit: TIMOTHY A. CLARY - Getty Images
Photo credit: TIMOTHY A. CLARY - Getty Images

Il coperchio salta nel 2017 quando il New York Times pubblica le dichiarazione di una ex-leader di Nxivm, Sarah Edmondson. Sleva che tra i molti gruppi interni all’organizzazione c’era un sottogruppo segreto di sole donne che subivano abusi, venivano chiamate “schiave”. Scoppia la bomba. Del gruppo faceva parte anche l’attrice Allison Mack che reclutava le donne da far accedere a quello che i giornali hanno definito una vera e propria “setta sessuale”.

Le donne del gruppo DOS, acronimo di Dominus obsequious sororium, erano costrette a una dieta ferrea per soddisfare i criteri estetici di Raniere, punite corporalmente a ogni errore, obbligate a rispondere entro 60 secondi a ogni chiamata e obbedire alle richieste sessuali del capo. Il rito di iniziazione includeva un marchio a fuoco sul fianco con le iniziali di Keith Raniere: “Padrone, ti chiedo di marchiarmi, sarebbe un onore” dovevano recitare le donne in un gesto di sottomissione estrema.

Clare non ne fa parte direttamente e nega di essere stata coinvolta ma diverse testimoni hanno detto che si erano rivolte a lei per uscirne. Ciascuna di loro era stata costretta a svelare segreti personali e compromettenti come atto di fiducia ma quei segreti erano diventate armi di ricatto. Nel 2018, ormai smascherato, Keith Raniere fugge in Messico ma presto viene rintracciato, estradato negli Stati Uniti e accusato di una quantità di crimini tra cui traffico sessuale, estorsione, cospirazione, lavoro forzato e frode telematica.

Finisce sotto accusa anche Clare che viene arrestata lo stesso anno. All’inizio del 2019 ammette di essere colpevole solo di favoreggiamento di immigrazione clandestina e furto di identità. Servendosi delle sue illimitate risorse faceva arrivare nuove reclute dal Canada e dal Messico dove nel tempo si erano costituiti gruppi satellite di Nxivm. Dopo molti rinvii della sentenza per via della pandemia, periodo che trascorre nella sua casa grazie a una cauzione di 100 milioni, a Settembre 2020 arriva la condanna: sei anni e nove mesi di reclusione e una penale di mezzo milione. Rischiava molto di più, l’accusa resta convinta che senza i suoi soldi Raniere non avrebbe potuto commettere tutti i suoi crimini.

In aula Clare deve affrontare le testimonianze di chi la accusa di aver distrutto la loro vita, averli devastati psicologicamente tramite una costante persecuzione legale e in qualche caso ridotti alla bancarotta. Un ex membro la prega di “sottrarsi alle grinfie di Raniere” e ravvedersi ma lei ripete al giudice che non intende rinnegarlo, crede ancora in lui: “Nxivm e Keith mi hanno cambiato la vita in meglio.”

La facciata della Nxivm che prometteva ai suoi adepti una vita migliore e la capacità di cambiare il mondo si sgretola del tutto. Tutta la storia è stata raccontata dal documentario The Vow della HBO del 2020. In 9 puntate e decine di interviste ricostruisce l’intera parabola di Nxivm che ha stritolato tra i suoi ingranaggi la vita e i sogni di centinaia di persone. Anche quelli di Clare Bronfman.

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