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“Volatilità in vista per i prossimi mesi, posizionamento difensivo”

Virgilio Chelli
·3 minuti per la lettura
“Volatilità in vista per i prossimi mesi, posizionamento difensivo”
“Volatilità in vista per i prossimi mesi, posizionamento difensivo”

Il team GBaR di Morgan Stanley IM teme una correzione sulla scia di un aumento della volatilità dovuto a una serie di eventi, a cominciare dalle tensioni elettorali, in un 2020 finora dominato dal momentum: il posizionamento resta cauto

Per gran parte dell’anno il momentum ha trainato i mercati. Gli operatori sembrano aver perso di vista i fondamentali e contribuito a spingere al rialzo le valutazioni, ma la battuta d’arresto di inizio settembre potrebbe aver interrotto questa forza propulsiva: solo il tempo ci dirà se il momentum tornerà ad affermarsi. Wall Street è ormai dominata da una manciata di grandi titoli, con alta concentrazione e valutazioni elevate in alcuni segmenti di mercato. Il rischio di uno shock di volatilità potrebbe comportare una correzione, pertanto è opportuno mantenere un posizionamento cauto. Lo affermano Andrew Harmstone e Manfred Hui, responsabili del team Global Balanced Risk Control (GBaR) di Morgan Stanley Investment Management.

DIVERSI FATTORI IN GIOCO

Gli esperti di Morgan Stanley IM analizzano innanzitutto i fattori che potrebbero scatenare una correzione: in molti paesi si stanno registrando aumenti dei casi di Covid-19, la politica USA sembra non riuscire a trovare un accordo per nuovi stimoli, le presidenziali distano ormai poche settimane. Tutto questo potrebbe risvegliare gli spiriti animali e avviare un quarto trimestre all’insegna della volatilità. Gli analisti entrano con maggiore dettaglio su ciascuno di tali temi passibili di far crollare il castello di carte.

RITORNO AI FONDAMENTALI

Il momentum ha contribuito al sorprendente incremento dei prezzi dei titoli, soprattutto se si guarda le azioni growth statunitensi e le società del gruppo FAAMG, ma l’esuberanza ha portato a valutazioni eccessive e al rischio di uno shock di volatilità. Se il mercato tornerà a concentrarsi sui fondamentali il cambiamento difficilmente avverrà in sordina, avvertono Harmstone e Hui. Per quanto concerne le elezioni, lo scenario di base di Morgan Stanley IM prevede una vittoria del candidato democratico Biden, ma assume anche come molto probabile un deciso aumento della volatilità, sia per l’incertezza dell’esito del voto, sia perché comunque Trump non dichiarerà la sconfitta tanto facilmente. La vittoria di Biden potrebbe essere comunque positiva per i mercati grazia alla maggiore prevedibilità e dunque alla stabilità delle sue politiche, con un approccio diverso anche nei confronti della Cina e degli stimoli fiscali. Tra questi si ricorda un importante piano di spesa infrastrutturale in energia rinnovabile.

RISCHIO INFLAZIONE A LUNGO TERMINE

Sul versante monetario il quadro sembra più rassicurante. La Fed che rimane estremamente accomodante e anche pronta a tollerare un’inflazione sopra il target del 2%, in modo da lasciar correre libera l’economia e favorire la creazione di lavoro. Gli esperti di Morgan Stanley IM avvertono tuttavia che sussiste anche il rischio di più lungo termine di un aumento dell’inflazione dovuto alle riserve in eccesso.

POSIZIONAMENTO DIFENSIVO

In conclusione, spiegano i responsabili del team GBaR, gli spiriti animali degli investitori potrebbero realizzare che il momentum non può continuare a spingere i mercati all’infinito, alla luce dei fondamentali sottostanti, della gravità del contesto economico e dell’apparente mancanza di interesse dei politici americani a varare nuovi stimoli, con la conseguenza che non arriveranno più aiuti imponenti come quelli visti finora. E avvicinandosi a quella che secondo molti sarà un’aspra contesa elettorale, visto che difficilmente Trump ammetterà la sconfitta, sono da mettere in conto livelli notevoli di volatilità. Tutto questo richiede un posizionamento difensivo.