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In volo sull’elicottero Aw169, ultimo nato dell’italiana Leonardo

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Vergiate (Va), 2 ago. (askanews) - Askanews vi porta a bordo di un Aw169 di Leonardo, negli stabilimenti di Vergiate (Va) dell'azienda italiana, dove ha avuto modo di provare in volo l'ultimo nato della cosiddetta "AW family", la famiglia di elicotteri "Made in Italy" che comprende i più grandi Aw139 e 189, ai quali questo elicottero, più piccolo ma non meno performante, non ha nulla da invidiare.

L'AW169 è un bimotore multiruolo di ultima generazione nella classe di peso delle 4 tonnellate e mezza che garantisce elevate prestazioni e massima sicurezza. Estremamente versatile in tutti i compiti nei quali può essere impigato, civili e militari: trasporto, ricerca e soccorso e ospedale volante.

Il primo nella sua classe di peso a introdurre il concetto di APU (Auxiliary power unit) Mode. In pratica, un motore può essere avviato senza ingaggiare il rotore, per alimentare gli impianti di bordo; un sistema utile, per esempio, a stabilizzare un paziente grave prima di decollare, senza dover aggiungere il peso supplementare di una vera turbina ausiliaria.

Certificato nel 2015, l'Aw169 è stato sviluppato negli anni secondo direttive di sicurezza, flessibilità ed efficacia in 7 diverse fasi, come ha spiegato Nicolò Sanguineti, Head of Product marketing and Sales engineering di Leonardo.

"Con questa fase 7 - ha spiegato - riteniamo che l'Aw169 abbia raggiunto la sua piena maturità. Il che non vuol dire che si ferma qui, abbiamo già molti progetti per il prossimo futuro quali lo Skid landing gear (il carrello con i pattini, ndr) piuttosto che un Full ice protection system e anche una configurazione di tanica differenziata per dare più flessibilità e più spazio in cabina, nel caso fosse necessario per gli operatori".

Tra le altre novità, il potenziamento di motori e trasmissioni, con la capacità di volare addirittura per diverse decine di minuti senza olio lubrificante, come i fratelli maggiori della family e una nuova winglet a C sui piani di coda, per migliorare l'aerodinamica.

Il 169 è agile, veloce (circa 300 Km/h la sua velocità di crociera per 815 Km d'autonomia) e performante soprattutto nel volo in montagna, dotato di avionica digitale con un'interfaccia uomo-macchina facile e intuitiva, quasi come uno smartphone.

Il tutto per rendere il volo su questo elicottero un'esperienza sicura e confortevole, per passeggeri e piloti, come ha spiegato il Chief test pilot di Leonardo elicotteri, Giuseppe Afruni.

"Se penso al mio passato - ha spiegato il pilota sperimentatore - queste macchine sono delle astronavi. Ormai siamo così abituati ad avere tutta questa tecnologia che ci aiuta nel quotidiano del nostro lavoro che non ne riesco più fare a meno. Mi sembra impossibile adesso volare senza un Tcas (Traffic Collision Avoidance System, ndr) o un Svs (Sistema di visioni sintetica, ndr), quando capita, e a volte capita, mi trovo quasi a disagio, perché sono ormai così abituato ad avere questi sistemi che aiutano la sicurezza del volo principalmente, ma aiutano anche a fare il mestiere del pilota in maniera eccezionale che non ne riesco più a fare a meno".

Tra i punti di forza del 169, ordinato anche dall'Esercito italiano e da altre forze armate, in Italia e all'estero: l'ampia cabina passeggeri, con capacità variabile da 5 a 8 posti e, soprattutto, in grado di ospitare 2 barelle (anche incubatrici o sistemi di biocontenimento), perfettamente accessibili da tutti i lati per assicurare cure tempestive al paziente sin dai primi momenti dell'intervento, rendendo l'elicottero EMS (Emergency Medical Service) una vera e propria terapia intensiva volante.

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