Italia markets open in 8 hours 30 minutes
  • Dow Jones

    26.519,95
    -943,24 (-3,43%)
     
  • Nasdaq

    11.004,87
    -426,48 (-3,73%)
     
  • Nikkei 225

    23.418,51
    -67,29 (-0,29%)
     
  • EUR/USD

    1,1750
    -0,0040 (-0,34%)
     
  • BTC-EUR

    11.310,14
    +105,78 (+0,94%)
     
  • CMC Crypto 200

    261,22
    -11,47 (-4,20%)
     
  • HANG SENG

    24.708,80
    -78,39 (-0,32%)
     
  • S&P 500

    3.271,03
    -119,65 (-3,53%)
     

"Più voglia di mercati emergenti"

Leo Campagna
·3 minuti per la lettura

Il sondaggio di Vontobel AM condotto su 300 investitori istituzionali in 18 paesi rivela più esposizioni azionarie e obbligazionarie nei mercati emergenti nei prossimi 5 anni

L’intenzione di incrementare le proprie esposizioni azionarie e obbligazionarie nei mercati emergenti nei prossimi 5 anni, privilegiando l’Asia e l’Europa Emergente. Affidandosi alla gestione attiva e all'integrazione dell'approccio ESG (ambientale, sociale e governance) come importanti fattori di riduzione del rischio. Sono alcune delle principali evidenze dell’indagine Emerging Markets Investing condotta da Vontobel Asset Management.

SONDAGGIO CON 300 INVESTITORI ISTITUZIONALI IN 18 PAESI

Il sondaggio, che ha coinvolto 300 investitori istituzionali e gestori patrimoniali discrezionali in 18 paesi, rivela infatti che più della metà degli intervistati ha intenzione di incrementare l’esposizione nei mercati emergenti nei prossimi cinque anni, con una quota minoritaria pronta a farlo nei prossimi 12 mesi. Tra coloro che intendono aumentare tale esposizione, il 35% segnala come fattore trainante il desiderio di nuove fonti di rendimento mentre, a livello geografico, la preferenza va, con il 70% delle risposte, ai mercati più conosciuti e più grandi dell'Asia: segue con il 60% l'Europa emergente, mentre solo il 40% si concentra sull'America Latina, e ancora meno sul Medio Oriente e l'Africa.

OPPORTUNITÀ DI CRESCITA SUPERIORI A QUELLE DEI MERCATI SVILUPPATI

"I mercati emergenti continuano a presentare agli investitori opportunità di crescita che superano quelle dei mercati sviluppati. Al contempo evidenziano un diverso insieme di criticità che richiede una gestione del rischio prudente e un'allocazione di alta qualità", ha commentato Matteo Villani, Head of Asset Management Italy di Vontobel Asset Management, casa d’investimento pioniera dal 1992 negli investimenti nei mercati emergenti dove, al 30 giugno scorso, aveva in gestione asset per circa 27 miliardi di franchi svizzeri con oltre 50 professionisti degli investimenti dedicati.

ALTA PERCEZIONE DEL RISCHIO

A proposito di percezione del rischio anche i dati di questo sondaggio dimostrano che i pericoli costituiscono ancora una barriera significativa per un ulteriore incremento dell'allocazione. Tra i rischi elencati dagli istituzionali, prevale l'impatto del Covid-19, seguito dalle tensioni commerciali e dal nazionalismo economico.

LA GESTIONE ATTIVA PREFERITA DAL 45% DI INVESTITORI

Fattori che si sommano alla elevata volatilità di questi mercati e che motivano il 45% degli investitori europei a privilegiare l’esposizione tramite strumenti a gestione attiva rispetto al 12% per quella passiva. "Nei mercati emergenti l’insieme di economie e società risultano generalmente meno sviluppate, e questo comporta la costruzione dell'indice asimmetrica e meno ottimale per acquistare le aziende veramente grandi che compongono la ricchezza a lungo termine con il rischio relativo più basso", fa sapere Matthew Benkendorf CIO della boutique Quality Growth di Vontobel.

APPETITO PER LE STRATEGIE CHE INCORPORANO I FATTORI ESG

Da segnalare, inoltre, il fatto che gli investitori europei sono più inclini a diversificare il proprio portafoglio emergente e guardano oltre azioni e reddito fisso: il 42% di essi prevede di aumentare le allocazioni in altri asset, come infrastrutture e immobili, nei prossimi tre-cinque anni. Allo stesso tempo viene anche confermato l'appetito degli investitori per le strategie che incorporano i fattori ESG, apprezzati come un importante strumento di riduzione del rischio. Anche per questo viene preferito un approccio attivo tramite il quale i rischi siano dinamicamente ridotti al minimo e le opportunità attentamente selezionate. Opportunità che, grazie ai fattori strutturali come quelli demografici, dovrebbero risultare nei prossimi anni superiori rispetto a quelle dei mercati sviluppati.