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Voti in cambio di appalti e un pranzo a Roma. Le accuse a Cesa nelle carte di Gratteri

Federica Olivo
·Giornalista, Huffpost
·2 minuto per la lettura
21/02/2014 Roma, IV Congresso Nazionale dell'Unione di Centro. Nella foto Lorenzo Cesa (Photo: Pierpaolo Scavuzzo  / AGF)
21/02/2014 Roma, IV Congresso Nazionale dell'Unione di Centro. Nella foto Lorenzo Cesa (Photo: Pierpaolo Scavuzzo / AGF)

Associazione per delinquere semplice, aggravata dal metodo mafioso. È l’accusa della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti di Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, dimessosi oggi, appena è venuto a conoscenza dell’inchiesta. Pur dichiarandosi assolutamente estraneo ai fatti.

“Basso profilo” è il nome del fascicolo aperto dalla procura guidata da Nicola Gratteri. Al centro dell’inchiesta - che conta 160 indagati, 50 dei quali sottoposti a misure cautelari - i rapporti tra il mondo dell’imprenditoria e quello della politica con la ’ndrangheta. Il procedimento svelato questa mattina - nel quale sono stati coinvolti centinaia di uomini delle forze dell’ordine - coinvolge nomi di peso e che si abbatte sul Paese in un momento delicato. In cui l’Udc potrebbe, o avrebbe potuto, essere determinante negli equilibri di governo.

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Tra gli arrestati c’è il segretario dell’Udc calabrese e assessore al Bilancio regionale, Francesco Talarico, accusato di voto di scambio e associazione per
delinquere aggravata dal metodo mafioso. Ma che ruolo avrebbero avuto i due politici in questa vicenda? Secondo l’accusa avrebbero accettato di favorire un imprenditore, Antonio Gallo - che aveva stretti rapporti con le cosche - nella sua corsa agli appalti. Inizialmente fatta in Calabria e poi a Roma. E sarebbe stato nella Capitale che Gallo avrebbe incontrato Cesa.

Il pranzo a Roma

Siamo nel 2017, il segretario dell’Udc è eurodeputato. A tavola erano seduti in cinque: Cesa, Talarico, Gallo e Tommaso e Saverio Brutto, rispettivamente ex consigliere comunale di Catanzaro e assessore al Comune di Simeri Crichi. Gallo, continua il magistrato, ”è un imprenditore molto eclettico, che lavorava su più piani e riusciva a muoversi con grande disinvoltura quando aveva di fronte lo ’ndranghetista doc, o il politico o l’imprenditore. Si m...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.