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Wall Streeet incerta, cripto stocks soffrono effetto Cina, Nike KO. Fed: 'QE non più efficace come prima, sì tapering'

·3 minuto per la lettura

Wall Street incerta nell'ultima sessione della settimana. Il Dow Jones sale dello 0,11% a 34.803 punti; lo S&P 500 è piatto attorno a 4.448, il Nasdaq arretra dello 0,47% a quota 14.980. La settimana che si avvia a conclusione ha visto protagonisti i timori per il rischio default del colosso immobiliare cinese Evergrande, e dunque per eventuali effetti domino sui mercati di tutto il mondo, e le dichiarazioni arrivate dalla Fed e dal suo numero uno Jerome Powell sulla direzione futura della politica monetaria made in Usa. Nessun annuncio sul tapering, che a questo punto la maggior parte degli analisti prevede per la riunione della Fed di novembre. Dal dot plot sono emerse tuttavia indicazioni hawkish: gli esponenti del Fomc - il braccio di politica monetaria della Fed -prevedono infatti che i tassi sui fed funds saranno alzati fino a ben sette volte entro la fine del 2024. Sono aumentati inoltre i falchi che stimano una stretta già l'anno prossimo. La prospettiva di un ritiro dei vari bazooka monetari lanciati in tempi di emergenza Covid-19 (dunque nel 2020) dalle banche centrali, complice anche il rialzo dell'inflazione, ha scatenato in queste ultime ore una vendita sui titoli di stato con il risultato che, nelle ultime ore, i tassi dei Treasuries a 10 anni hanno superato la soglia dell'1,4% per la prima volta dalla metà di luglio. Gli annunci vari che arrivano dalla Cina continuano ad assediare anche Wall Street: mentre sembra smorzarsi la paura per l'effetto contagio che un eventuale default di Evergrande potrebbe avere sui mercati, arriva la doccia fredda di Pechino, sicuramente non la prima, sulle criptovalute. La banca centrale della Cina People's Bank of China ha affermato che tutte le attività legate alle criptovalute sono illegali e che anche le piattaforme cripto globali che offrono servizi alla Cina continentale sono illegali. Immediati i cali del Bitcoin e dell'Ethereum. Il Bitcoin cede più del 4% a $41.800 circa, mentre l'Ether fa -9% a $2.800 circa. Male anche le crypto stocks in generale scambiate a Wall Street, come Coinbase, Robinhood e Square. La banca centrale aveva già imposto il divieto a fornire servizi legati alle criptovalute al colosso cinese dell'e-commerce Alibaba e alla controllata Ant Group. Vendite su Nike: il titolo affonda del 6,5%, dopo che il colosso degli articoli sportivi ha comunicato di aver riportato un fatturato che ha deluso le stime degli analisti, a causa del rallentamento della domanda in Nord America. Il gruppo ha anche rivisto al ribasso l'outlook dell'anno fiscale 2022, citando problemi nella catena di offerta. Riguardo ai risultati del primo trimestre fiscale, Nike ha reso noto di aver riportato un utile per azione di $1,16, meglio degli $1,11 attesi, e un fatturato di $12,25 miliardi, inferiore ai $12,46 miliardi previsti. Focus intanto sulle parole di Loretta Meister, presidente della Fed di Cleveland che, avallando i timori di un imminente tapering, ha affermato che gli acquisti di asset che la Federal Reserve effettua con il Quantitative easing non stanno producendo più l'effetto che producevano in passato. "Il QE non è più efficace come era un tempo". Di conseguenza, a suo avviso, si può iniziare a lanciare il tapering, ovvero a ridurre gli acquisti di asset, nel mese di novembre. Inoltre, "se l'inflazione non sarà in linea con gli obiettivi della Fed, agiremo". Mester ha aggiunto anche che la Fed non vuole che "le aspettative sull'inflazione superino il livello del 2% nel corso del tempo". In ogni caso, a suo avviso l'accelerazione dell'inflazione è dovuta soprattutto alla ripresa della domanda e alla riapertura dell'economia post Covid.

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