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A Wall Street è il momento delle trimestrali: questa settimana tocca alle grandi banche

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
A Wall Street è il momento delle trimestrali: questa settimana tocca alle grandi banche
A Wall Street è il momento delle trimestrali: questa settimana tocca alle grandi banche

I gruppi finanziari inaugurano la stagione delle trimestrali di Wall Street, secondo le previsioni gli utili delle aziende dell’S&P 500 potrebbero crescere in media del 24,5%

Saranno come al solito le grandi banche a inaugurare la stagione delle trimestrali a Wall Street. Le attese sono molto elevate, e gli investitori si chiedono se le attuali valutazioni dell’azionario Usa, con l'S&P sui massimi di sempre, possano giustificare i risultati del primo trimestre oppure se le attese di ripresa siano già incorporate nei prezzi.

IL CALENDARIO

Il calendario prevede la pubblicazione dei conti di Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Wells Fargo mercoledì, Bank of America e Citigroup giovedì e di Morgan Stanley venerdì. Sempre questa settimana, inoltre, arriveranno i dati del primo trimestre di Delta Air Lines, PepsiCo e UnitedHealth Group. Per i dati delle Big Tech di Wall Street, invece, bisognerà attendere ancora qualche settimana: Tesla svelerà i conti il 26 aprile, seguita da Alphabet/Google il 27 e da Facebook il 28.

LE ATTESE

Le previsioni sono concordi nel ritenere i conti del primo trimestre 2021 come molto solidi. FactSet Research vede un incremento del 24,5% degli utili per le società dell’indice S&P 500 rispetto a un anno fa, con i finanziari che potrebbero mettere a segno un incremento dell’80% rispetto al primo trimestre del 2020. Sulla stessa lunghezza d’onda le previsioni di Refinitiv, che prevede utili record dal terzo trimestre 2018, quando le società americane beneficiarono del taglio alle tasse deciso dall’amministrazione Trump.

L’INCOGNITA DELL’AUMENTO DELLE TASSE

Ma probabilmente gli occhi degli investitori saranno puntati sulla guidance degli utili per i prossimi trimestri. Una scelta dettata dall’intenzione dell’amministrazione Biden di aumentare le tasse alle imprese per finanziare il massiccio piani di interventi – in parte già avviato – per rilanciare l’economia americana dopo il Covid-19. Secondo le previsioni di Goldman Sachs, un aumento al 25% dell’aliquota d’imposta potrebbe costare una diminuzione del 3% degli utili per azione nel 2022 per le aziende dell’S&P 500, con le multinazionali più colpite. Altri analisti vedono un impatto ancora maggiore, fino al 7%, a seconda della portata dell’aumento delle tasse.

GLI ALTRI FATTORI

Ovviamente il focus di Wall Street non è solo concentrato sui risultati delle aziende. L’andamento degli indici, come si è visto nei primi mesi del 2021, dipenderà oltre che dalla ripresa economica anche da altri fattori non meno importanti. Il rendimento dei Treasury americani a 10 anni, per esempio, sembra essere tornato sotto la soglia dell’1,7%, e questa può essere una buona notizia per Wall Street. L’altro fattore da considerare è quello dell’inflazione, che a marzo potrebbe salire al 2,4%: una preoccupazione in parte superata dalle rassicurazioni arrivate dalla Fed sul mantenimento di una politica monetaria ancora accomodante.