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Wall Street chiude in forte calo, timori per coronavirus in Usa

A24/Zap/Glv

New York, 25 feb. (askanews) - Wall Street ha chiuso in forte calo per il secondo giorno di fila. A fare sprofondare i listini, che in avvio avevano provato a rimbalzare dalle perdite messe a segno nella seduta precedente, è stato l'allarme lanciato dai Centers for Disease Control che hanno avvertito che l'epidemia scoppierà anche negli Stati Uniti. Il Nasdaq è sceso sotto la soglia psicologica dei 9mila punti e ha cancellato i rialzi messi a segno da inizio anno, come successo all'S&P 500 e al Dow Jones nella seduta precedente.

Dopo essere scivolato brevemente sotto la soglia psicologica dei 27mila punti, il Dow Jones ha chiuso in calo di 879,44 punti, con un -3,15%, a quota 27.081,36. L'indice delle 30 blue-chip ha perso oltre 1.900 punti nelle ultime due sedute. L'S&P ha lasciato sul terreno 97,68 punti (-3,03%) a 3.128,21. Mentre il Nasdaq è arretrato di 255,67 punti (-2,77%) a quota 8.965,61.

I timori legati alla diffusione del virus e ai possibili contraccolpi che potrebbe subire la crescita economica globale hanno spinto gli investitori nuovamente sui beni rifugio. I rendimenti dei titoli di Stato Usa a 10 anni sono scesi fino all'1,312%, al di sotto dei minimi di sempre pari all'1,325% toccati il 6 luglio del 2016. Mentre quelli del trentennale sono scesi all'1,798%, ai minimi storici.

A nulla sono serviti i tentativi di rassicurazione da parte del consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, che ha detto durante un'intervista alla Cnbc che il virus potrebbe "colpire abbastanza duramente" la Cina ma che "non ci dovrebbe essere alcuna tragedia" economica negli Stati Uniti.

Pesano anche alcuni dati macro inferiori alle attese come la fiducia dei consumatori che è salita ma meno delle attese a febbraio e solo dopo una revisione al ribasso della lettura di gennaio. Mentre l'indice manifatturiero redatto dalla Fed di Richmond ha mostrato una contrazione dell'attività.

Il dollaro è scivolato rispetto alle altre valute mondiali a causa dell'aumento delle possibilità che la Federal Reserve tagli i tassi di interesse quest'anno. Anche se il vicepresidente della banca centrale americana Richard Clarida ha ribadito che la politica monetaria della Fed è "adeguata".

Il petrolio ha continuato a perdere terreno, scendendo sotto quota 50 dollari al barile, in seguito ai timori che il virus possa ridurre ulteriormente la domanda. Il contratto Wti ad aprile ha perso 1,95 dollari, il 3%, a 49,9 dollari al barile.