Italia markets open in 6 hours 59 minutes

Wall Street chiude in netto ribasso su timori per coronavirus

A24/Zap

New York, 27 gen. (askanews) - Wall Street ha chiuso in netto ribasso, ma lontano dai minimi di giornata, a causa dei timori per gli effetti negativi che il coronavirus dalla Cina potrebbe avere sul commercio globale. Per l'S&P 500 e il Djia si tratta della peggiore seduta dallo scorso 2 ottobre.

Stando ai dati diramati dalle autorità cinesi questa mattina, sono 2.835 i casi accertati nelle province cinesi e i decessi sono saliti a 81. Ma vi sono casi di persone infette in altri 12 Paesi attorno al mondo, tra cui anche la Francia. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha rettificato il suo precedente giudizio sul rischio legato al virus, dicendo che è "elevato" a livello globale. Mentre i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l'organismo di controllo sulla sanità pubblica, hanno confermato che i casi accertati negli Usa sono fermi a 5.

Le difficoltà nell'arginare la diffusione del virus ha spinto gli investitori ad abbandonare gli investimenti più rischiosi e fare ritorno ai cosiddetti beni rifugio, quali l'oro e i titoli di Stato Usa. Il metallo prezioso ha guadagnato 5,50 dollari, quasi lo 0,4%, a 1.577,40 dollari l'oncia. Si tratta dei massimi dal 9 aprile del 2013. Mentre i rendimenti del decennale americano è sceso all'1,601%, i minimi da inizio ottobre.

A essere maggiormente penalizzati dal virus, sono stati i titoli del settore energetico dopo che il petrolio è crollato ai minimi da tre mesi (il contratto Wti a marzo ha lasciato sul terreno 1,05 dollari, l'1,9%, a 53,14 dollari al barile). Halliburton ha perso il 6,36%, Devon Energy il 5,55% e Valero Energy il 4,71%. Male anche le linee aeree Usa e dei gestori di casinò di Macao. United Airline ha ceduto il 5,21% e American Airlines il 5,54%; mentre Wynn Resorts ha lasciato sul terreno l'8,06% e Las Vegas Sands il 6,65%.

Gli investitori guardano anche con preoccupazione all'introduzione di nuovi dazi sull'acciaio e sull'alluminio da parte degli Stati Uniti a partire dall'8 febbraio. E al fronte della politica interna, dove prosegue il processo di impeachment contro il presidente Donald Trump.

Sul fronte macroeconomico, le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono diminuite a sorpresa a dicembre rispetto al mese precedente (-0,4% contro attese per un +1,5%); e l'indice manifatturiero relativo all'area di Dallas (Texas) ha continuato a guadagnare un po di terreno a gennaio.

Il Djia ha perso 453,93 punti, l'1,57%, a quota 28.535,80. L'S&P 500 ha ceduto 51,84 punti, l'1,57%, a quota 3.243,63. E il Nasdaq ha lasciato sul terreno 175,60 punti, l'1,89%, a quota 9.139,31.