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Wall Street chiude in rialzo dopo piano Trump, Dow Jones +5,2%

A24/Zap/Glv

New York, 17 mar. (askanews) - Wall Street ha chiuso in forte rialzo, rimbalzando dalla seduta di ieri che per il Dow Jones è stata la peggiore dal lunedì nero del 1987. Dopo le incertezze in avvio, che hanno portato l'indice delle 30 blue chip a scivolare sotto la soglia psicologica dei 20mila punti, i listini hanno accelerato in seguito alle mosse della Federal Reserve e dell'amministrazione Trump. In chiusura quindi il Dow Jones ha guadagnato il 5,19% a quota 21.237,31 punti, l'S&P 500 ha aggiunto il 6% a quota 2.529,19 mentre il Nasdaq è salito del 6,23% a 7.334,78 punti.

Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, affiancato da Trump, ha annunciato che il governo vuole inviare assegni agli americani entro le prossime due settimane come parte del piano per cercare di attutire l'impatto del coronavirus sulle vite dei cittadini. Mnuchin ha poi detto che il fisco Usa è disposto ad accettare ritardi fino a 90 nei pagamenti per 300 miliardi di dollari. I due hanno poi dichiarato di voler aiutare i settori in difficoltà come quello delle crociere, le compagnie aeree e gli hotel. E Trump ha confermato che il governo è pronto a intervenire per aiutare la Boeing.

In precedenza, la banca centrale americana aveva annunciato il lancio di una linea di credito per garantire l'accesso al credito a imprese e famiglie. Si tratta di un ulteriore mossa mirata a stabilizzare i mercati e migliorare la liquidità all'interno del sistema finanziario Usa.

Il rendimento del titolo di Stato decennale Usa è tornato sopra l'1% dopo che il Wall Street Journal ha detto che il piano di stimoli economici della Casa Bianca potrebbe valere fino a mille miliardi di dollari, invece che degli 850 miliardi di cui si parlava prima.

Il petrolio invece ha continuato a scivolare. Il contratto Wti ad aprile ha perso circa il 5,5%, per chiudere a 27,09 dollari al barile. A pesare sono le pressioni che l'oro nero subisce sia dal lato della domanda (a causa del Covid-19) sia da quello dell'offerta, dopo l'inasprimento delle tensioni tra l'Arabia Saudita e la Russia.