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Wall Street chiude in ribasso (-1,69%) dopo dati lavoro di marzo

A24/Zap

New York, 3 apr. (askanews) - Wall Street ha chiuso in ribasso ma lontano dai minimi di giornata un'altra seduta caratterizzata dall'elevata volatilità. Il Djia ha chiuso in calo di 360,91 punti, l'1,69%, a quota 21.052,53. L'S&P 500 ha ceduto 38,25 punti, l'1,51%, a quota 2.488,65. Mentre il Nasdaq ha perso 114,23 punti, l'1,53%, a quota 7.373,08.

A pesare e' il rapporto sulla disoccupazione di marzo che ha evidenziato un calo - il primo dal 2010 - di 701.000 posti di lavoro in Usa e un tasso di disoccupazione al 4,4%. Un aumento dello 0,9% rispetto al mese precedente e il rialzo maggiore dal 1975. Il dato riflette gli effetti della pandemia di coronavirus sull'economia e segue il balzo record delle richieste per i sussidi di disoccupazione di ieri (+3,3 milioni a oltre 6,6 milioni) di ieri.

Nel frattempo, stando agli ultimi dati forniti dall'università Johns Hopkins, i casi di Covid-19 negli Stati Uniti sono saliti a oltre 261.400 e i morti a oltre 6.900. Nel mondo, ci sono almeno 1,076 milioni di casi e 58.000 morti.

La direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, ha definito quello che sta attraversando l'economia globale, "una crisi senza precedenti, molto peggiore di quella finanziaria" del 2007-2009.

Pesano anche i dati sul settore dei servizi a marzo che puntano a un ulteriore rallentamento dell'attivita'. L'indice Ism è sceso a 52,5 punti dai 49,4 di febbraio ma e' superiore ai 45,0 punti attesi dagli analisti.

A nulla e' servito il rialzo del petrolio che allungato ulteriormente dopo il circa +25% di ieri dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha aperto alla possibilita' di tagli coordinati e condivisi da altri Paesi alla produzione di greggio, come aveva accennato ieri il suo omologo statunitense, Donald Trump. Il contratto Wti a maggio ha aggiunto 3,02 dollari, il 12%, a 28,34 dollari al barile.