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Wall Street chiude in ribasso in attesa di piano aiuti

A24/Zap

New York, 23 mar. (askanews) - Wall Street ha chiuso in ribasso, un'altra seduta caratterizzata dalla forte volatilita'. Gli occhi del mercato sono stati e rimangono tuttora puntati sul Congresso americano in atteso che lanci il piano di aiuti a imprese e famiglie preannunciato dall'amministrazione Trump.

I listini hanno susseguito l'alternarsi delle notizie sull'accordo per l'intera seduta. Dopo aver aperto in ribasso, in seguito ad una prima bocciature del piano di aiuti da parte del Senato domenica pomeriggio, gli indici hanno limato le perdite in scia ai commenti del segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, e il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, che hanno assicurato di essere vicini ad un'intesa. Ma hanno accentuato nuovamente le perdite dopo che la Camera Alta ha bloccato il pacchetto di aiuti proposto dai repubblicani per una seconda volta nel corso della giornata.

A nulla è servito l'ennesimo intervento della Federal Reserve che, prima dell'apertura dei mercati, ha annunciato nuove misure d'urgenza per assicurare la liquidità ai mercati, questa volta per tutto il tempo necessario a garantirne la normale funzionalità.

Continua infatti a pesare la diffusione del coronavirus e i timori per il suo impatto sull'economia. Stando alla Johns Hopkins, i casi di Covid-19 nel mondo sono saliti a 367.457 casi, mentre i decessi legati al virus son 16.113 morti. Negli Usa, si registrano 41.511 casi e 499 decessi. Mentre nella città di New York, l'epicentro dell'epidemia nel Paese, i casi sono 12.399 e i morti 99.

Per Morgan Stanley, il Pil degli Stati Uniti potrebbe crollare del 30% nel secondo trimestre dell'anno; mentre per Goldman Sachs, la contrazione potrebbe essere pari al 24%.

Gli investitori hanno pertanto nuovamente preferito prendere rifugio. L'oro è salito di 83 dollari, il 5,6%, a 1.567,60 dollari l'oncia e i rendimenti dei titoli di Stato decennali Usa sono scesi allo 0,74%.

Il petrolio Wti a maggio è invece salito, guadagnando 0,72 dollari, il 3,2%, a quota 23,36 dollari al barile, dopo l'intervento della Fed. Le misure della banca centrale dovrebbero facilitare l'accesso al credito da parte delle aziende gravemente penalizzate dagli effetti del coronavirus, tra cui anche quelle petrolifere.

Dopo essere arrivato a perdere oltre il 4% nel corso della seduta, il Djia ha chiuso in calo di 582,05 punti, il 3,04%, a quota 18.591,93. L'S&P 500 ha ceduto 67,52 punti, il 2,93%, a quota 2.237,40. E, nonostante i rialzi messi a segno da alcuni titoli tecnologici come Netflix (+8,2%) e Amazon (+3,1%), il Nasdaq ha lasciato sul terreno 18,84 punti, lo 0,27%, a quota 6.860,67.