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Wall Street chiude in rosso a -10%, giornata peggiore dal 1987

A24/Zap/Glv

New York, 12 mar. (askanews) - Wall Street ha chiuso nuovamente in forte ribasso dopo che il presidente Usa, Donald Trump, e la Federal Reserve non sono riusciti a rasserenare i mercati, timorosi per l'impatto economico del coronavirus. Il Dow Jones ha messo a segno la peggior seduta dal lunedì nero del 1987, con una perdita del 9,99% a 21,200.89 punti. L'S&P 500 ha ceduto il 9,51% a quota 2.480,63, mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno il 9,43% a quota 7.201,8. Sia l'S&P 500 sia il Nasdaq, cedendo oltre il 9%, hanno raggiunto l'indice delle 30 blue chip nel mercato "orso", ovvero perdono oltre il 20% dai massimi delle ultime 52 settimane.

I mercati avevano recuperato temporaneamente terreno dopo che la Federal Reserve ha annunciato un'azione straordinaria, iniettando 1.500 miliardi di dollari nei mercati monetari per contrastare il sell-off dovuto al coronavirus. Inoltre, la banca centrale Usa acquisterà 60 miliardi di dollari di titoli di Stato statunitensi al mese. Gli acquisti non riguarderanno soltanto i T-bond a breve termine, ma includeranno anche quelli a più lunga scadenza.

In precedenza, la Bce aveva aumentato il Qe di 120 miliardi di euro entro fine anno (le aspettative erano per 20-40 miliardi al mese), aveva abbassato di 25 punti base i tassi su Tltro esistenti e introdotto nuove aste Tltro.

Ma gli investitori si aspettano mosse più aggressive. In particolare dal governo federale Usa e da Trump che, parlando alla Casa Bianca il giorno dopo aver annunciato il blocco dei voli tra Usa ed Europa per 30 giorni, ha evitato di fornire indicazioni precise su cosa intende fare per attutire l'impatto del virus su aziende e popolazione.

Sul fronte macroeconomico, i prezzi alla produzione a febbraio negli Stati Uniti sono diminuiti oltre le attese (-0,6% contro attese per un -0,1%). Mentre le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 4mila unità a quota 211mila contro attese per 219mila.

Il petrolio Wti ad aprile ha perso 1,48 dollari, o circa il 4,5%, per chiudere a 31,5 dollari al barile. A pesare sono i timori per la domanda dopo che Trump ha bloccato i voli tra gli Stati Uniti e l'Europa per 30 giorni. Pesano anche le tensioni tra Arabia Saudita e Russia.