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Wall Street: con bazooka Biden tassi boom, rally dollaro e sell sul Nasdaq. La previsione: 'Con rendimenti al 2% hi-tech affonderà del 20%'

Laura Naka Antonelli
·3 minuto per la lettura

Lo spettro dei "tassi più alti" e la prospettiva delle "banche centrali meno dovish, sono considerati ora la minaccia più grande per gli asset di rischio". Riassume così in una nota il sentiment dei mercati Ralf Preusser, strategist dei tassi di Bank of America. Tutto questo mentre Ned Davis Research calcola che, nel caso in cui i tassi dei Treasuries decennali balzassero fino al 2%, le vendite sui tecnologici potrebbero essere tali da affossare i titoli del 20%. Wall Street ritraccia dopo la sessione positiva della vigilia, con gli investitori che tornano a scontare il rialzo dei tassi dei Treasuries a 10 anni, che balzano di 8 punti base, superando di nuovo la soglia dell'1,60%, fino all'1,62%. Preusser spiega la minaccia che incombe sull'azionario e altri risk asset con il piano di stimoli Usa firmato ieri da Joe Biden e con i veloci progressi nelle vaccinazioni negli Stati Uniti. Grazie al bazooka di Biden del valore di $1,9 trilioni, milioni di americani riceveranno pagamenti diretti di un ammontare fino a $1.400 nei loro conti correnti; prorogati anche i sussidi di disoccupazione di 300 dollari a settimana e alcune agevolazioni fiscali. Ulteriori finanziamenti saranno devoluti inoltre alla distribuzione dei vaccini. Un'ottima notizia che tuttavia, secondo qualche analista, sarebbe fin troppo buona, in quanto l'economia americana potrebbe crescere oltre le aspettative più rosee, fino a surriscaldarsi e a coincidere con un brusco aumento dell'inflazione. Wall Street così frena, all'indomani del forte rally, che ha portato l'indice S&P 500 a toccare un nuovo record di chiusura, superando il precedente del 16 febbraio scorso, sulla scia di un balzo pari a +1%. Molto bene ieri anche il Nasdaq, in rally del 2,52% a 13.398 punti circa e il Dow Jones, in rialzo di oltre 188 punti a 32.485 punti. Da segnalare che il sentiment di ieri era stato sostenuto anche dalla decisione della Bce di Christine Lagarde di ricaricare il bazooka PEPP. Lo S&P 500 ora scende dello 0,25% a 3.929 punti, il Dow Jones sale dello 0,38% a 32.608 punti, mentre il Nasdaq si conferma maglia nera, perdendo l'1,40% a 13.216. Dall'inizio della settimana, sessione odierna a parte, il Nasdaq ha guadagnato comunque il 3,7%, grazie al recente ritorno dell'interesse degli investitori sui titoli growth, provocato dal ritracciamento, nei giorni scorsi, dei rendimenti dei titoli di stato Usa. Ora che tassi puntano di nuovo verso l'alto, gli investitori smobilizzano di nuovo le azioni growth, come quelle delle Big Tech, posizionandosi di nuovo sulle azioni value. Perdono così soprattutto i titoli FANG o FAAN (Facebook-Amazon-Apple-Netflix-Alphabet Google) e anche Tesla. Il dollaro si rafforza, con gli investitori che prezzano la maggiore appetibilità della valuta con il rialzo dei tassi sui Treasuries. L'euro viene così penalizzato, e cede mezzo punto percentuale circa attorno a $1,1930. Forte anche gli smobilizzi sulla sterlina, che arretra dello 0,77% sul dollaro, a $1,3880. La sterlina perde anche sull'euro, che avanza dello 0,35% a GBP 0,8593. In generale, il Dollar Index è salito oggi fino a +0,5%, senza riuscire tuttavia a riagguantare il picco di martedì, a 92,506 punti, che è anche il massimo da novembre: "Il timore dell'inflazione nei prossimi mesi sostiene le quotazioni del dollaro", ha commentato alla Cnbc Neil Jones, responsabile della divisione forex di Mizuho.