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Wall street crolla, DJ -2,77%, Nasdaq -4,17% record negativo dal 2008

Image from askanews web site
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Roma, 29 apr. (askanews) - Si riscatenano le vendite a Wall Street. E ancora una volta ad essere particolarmente colpito è il settore dei titoli tecnologici, zavorrato dai crolli di giganti come Amazon, Intel e Apple, dopo le trimestrali di bilancio e report su problemi di approvvigionamenti che potrebbero compromettere le vendite. Aprile si chiude con il peggior bilancio mensile del Nasdaq dal fosco 2008.

Il Dow Jones ha chiuso l'ultima sessione del mese con un crollo del 2,77%, l'S&P 500 ha lasciato sul terreno un 3,63% e il Nasdaq è precipitato del 4,17%.

Amazon è precipitata 14%, il suo calo più forte dal 2006 dopo aver riportato una inattesa perdita assieme a una revisione al ribasso delle previsioni di fatturato. Per parte sua Apple, meno 3,66% ha avvertito che i problemi nelle catene di approvvigionamenti - che rischiano di peggiorare con i controversi lockdown imposti dalle autorità Cinesi a Shanghai - potrebbero compromettere i risultati del terzo trimestre. A picco anche Intel, che ha chiuso cedendo quasi il 7%.

oltre alle vicende delle singole società, pesa non poco anche la prospettiva di una forte accelerazione della Federal Reserve nella manovra di rialzo dei tassi ed inasprimento monetario contro i continui aumenti dell'inflazione. La prossima settimana la banca centrale statunitense potrebbe alzare i tassi di 50 punti base, ma alcuni analisti non escludono che si spinga a una stretta da 75 punti base.

Sul tutto, poi, pesa il trascinarsi della guerra in Ucraina e le crescenti tensioni con la Russia per le sanzioni e per il continuo invio di armi a Kiev. Il clima allarmistico ha finito per coinvolgere anche il petrolio. Se a Londra il barile di brenta aveva chiuso in rialzo dell'1,70% a 109,40 dollari, con il passare delle ore sul Nymex il West Texas Intermedie ha deragliato fino a cedere oltre l'1% a 104,11 dollari. In rialzo invece loro: l'oncia si è riportata sopra 1.900 dollari, mantenendo una dinamica volatile collegata alle fluttuazioni del biglietto verde che è ai massimi dal 2017 e non lontano dai livelli del 2002 sull'euro. Nella notte l'euro si scambia a 1,0548 dollari, non lontano dai recenti minimi.

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