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Wall Street: futures deboli nonostante Pfizer, pesano timori Covid e tensioni Tesoro-Fed. Biden contrario a lockdown nazionale

Laura Naka Antonelli
·2 minuto per la lettura

Neanche stavolta le buone notizie che arrivano dal fronte dei vaccini riescono a far esultare Wall Street. I futures sul Dow Jones sono in calo, anche se in misura lieve, mentre quelli sullo S&P 500 e sul Nasdaq sono quasi invariati. Pfizer e BionTech hanno annunciato che richiederanno oggi alla Food and Drug Administration l'autorizzazione per l'utilizzo del loro vaccino anti-Covid-19 in situazioni di emergenza. Nel caso in cui la richiesta fosse approvata, il vaccino verrebbe distribuito inizialmente in dosi e fasi limitate. I titoli diretti interessati dalla notizia ne beneficiano: le ADR su BioNTech (società farmaceutica tedesca) balzano di oltre +6,8% in premercato sul Nyse, mentre Pfizer sale dell'1,7%. Pesa sulla borsa Usa l'ansia da coronavirus, visto che i nuovi casi continuano ad aumentare. Stando all'analisi che la Cnbc ha fatto sui dati diramati dalla John Hopkins University, la media in sette giorni delle nuove infezioni da Covid-19 si attesta ora a 161.165 unità al giorno, in rialzo del 26% rispetto alla scorsa settimana. Molti stati americani stanno reitroducendo nuove restrizioni e misure di contenimento. Il governatore della California Gavin Newsom ha emesso ieri un ordine "Stay at Home limitato", lanciando un divieto di assembramento dalle 22 alle 5. Allo stesso tempo il Centers for Disease Control and Prevention ha consigliato agli americani di non mettersi in viaggio per il Thanksgiving. Dal canto suo, il presidente eletto Joe Biden ha detto che non ordinerà un lockdown sulla nazione, definendo la misura "controproducente". Di certo non aiuta il sentiment la tensione che si è venuta a creare tra il dipartimento del Tesoro americano e la Federal Reserve. Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha chiesto alla banca centrale Usa di restituire tutti i finanziamenti destinati a contrastare la pandemia da COVID-19 e ancora non utilizzati entro la fine dell'anno. La richiesta riguarda tutti i prestiti di emergenza, o anche bazooka anti-Covid, che la Fed ha lanciato per proteggere l'economia e mettere in sicurezza il sistema finanziario, dopo che il panico di inizio anno ha minacciato l'accesso ai finanziamenti ad alcuni mercati chiave del debito da parte di investitori e imprese. La legge stabilisce di fatto che i prestiti che vengono erogati dalla banca centrale richiedono le garanzie statali, ovvero il sostegno del dipartimento del Tesoro, che agisce in qualità di garante per le perdite sui prestiti. Mnuchin ha chiesto alla Fed anche di restituire l'ammontare non utilizzato di quei fondi, che ammonta a $455 miliardi.