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Wall Street futures positivi: Bitcoin in ripresa oltre $36.000, cripto stock Tesla e Coinbase in rialzo

·2 minuto per la lettura

Futures sulla borsa Usa positivi, sostenuti dai guadagni dei titoli tecnologici. I futures sul Dow Jones salgono dello 0,41% a 34.293 punti (+140 punti); i futures sul Nasdaq avanzano dello 0,62% a 13.487 punti, mentre i futures sullo S&P 500 mettono a segno un rialzo dello 0,48% a 4.171 punti. Positive le cripto stock che snobbano l'ennesimo tonfo del Bitcoin. C'è da dire comunque che la criptovaluta numero uno al mondo ora è in territorio positivo, oltre i $36.000. Tesla guadagna mezzo punto percentuale circa in premercato, mentre Coinbase avanza del 2% circa, dopo che Goldman Sachs ha avviato la copertura del titolo della piattaforma di trading con un rating buy. In rialzo in premercato anche i titoli delle società che beneficiano in misura maggiore della riapertura delle economie, ovvero Gap, Carnival e United Airlines. Tom Lee, responsabile della divisione di ricerca presso Fundstrat Global Advisors, ritiene che l'azionario Usa abbia ancora spazio per "salire in modo significativo", complice il collasso dei casi di malati di Covid-19. Da segnalare che la scorsa settimana il Dow Jones è sceso dello 0,5% su base settimanale, lo S&P 500 ha perso lo 0,4%, il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,31%, interrompendo quattro settimane consecutive di ribassi. Nel fine settimana, nuovo capitombolo del Bitcoin, crollato del 16% circa, a $31.772,43 stando ai dati di Coin Metrics, rispetto ai $35.891,20 di venerdì scorso. La criptovaluta numero uno al mondo rimane in crescita del 268% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso ma, insieme all'Ethereum, ha perso il 50% circa rispetto ai record riportati il mese scorso. L'Ethereum ha bucato al ribasso anche la soglia di $2.000, precipitando del 18% circa a $1.868,79. Ha pesato la notizia relativa alla decisione della piattaforma di scambio delle criptovalute cinese, Huobi, di ridurre o sospendere alcuni servizi e prodotti in alcuni paesi del mondo, fermando contestualmente i suoi servizi di mining in Cina, in risposta al giro di vite sul mondo cripto imposto da Pechino.

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