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Wall Street: i compratori non finiscono

Giancarlo Marcotti
 

Mentre il cambio euro/dollaro continua a scendere (oggi per la settima volta nelle ultime otto sedute), Wall Street continua a salire. Ogni giorno i futures sugli indici americani viaggiano in territorio negativo per tutta la mattinata europea, poi, quando partono le contrattazione a New York, ecco che a prevalere son sempre gli acquisti.

I principali indici del Vecchio Continente anche oggi davanti alla performance hanno il segno meno, ma i danni sono stati limitati dopo l’apertura del mercato americano, Londra (-0,2%), Parigi (-0,2%) e Francoforte (-0,4%).

E’ andata un po’ peggio alla nostra Piazza Affari, al fixing il nostro Ftse Mib (-0,86%) ha lasciato sul terreno quasi un punto percentuale, ma al termine della mattinata il calo era ben superiore.

Giornata estremamente negativa per Prysmian (-7,16%) dopo aver comunicato i dati dei primi nove mesi, il titolo, nonostante una trimestrale positiva non ha invertito la marcia (veniva già da quattro sedute ribassiste di fila), dati in crescita, ma gli analisti hanno ridotto la stima sull’utile per azione dell’anno in corso e del prossimo, qualche casa d’investimento ha anche tagliato il target price ed il mercato ha reagito di conseguenza.

Giornata di storni anche per Pirelli (-3,04%) e Saipem (-2,37%), ma come spesso accade il calo del nostro indice principale è dovuto principalmente alla giornata storna del comparto bancario.

Questo il bilancio: Unicredit (-2,18%), Ubi Banca (-2,05%), Banco BPM (-1,84%), Intesa Sanpaolo (-1,39%) e Mediobanca (-0,80%), in controtendenza invece Bper Banca (+0,67%).

Inevitabili le prese di profitto per Exor (-1,66%), la giornata negativa per il comparto petrolifero è poi confermata dalle performance di Tenaris (-1,61%) ed Eni (-0,51%).

Il mercato ha invece apprezzato senza riserve i conti di Salvatore Ferragamo (+4,03%) che prosegue così il mini rally rialzista iniziato una quindicina di giorni fa, il 25 ottobre per la precisione, pare quindi che i tempi bui siano alle spalle.

Grande “pieno” (minimo in apertura e massimo in chiusura) per Diasorin (+2,90%) che potrebbe presto dare la scalata al nuovo massimo assoluto, massimo assoluto che viene per l’ennesima volta polverizzato da Amplifon (+1,91%).

Continua poi il periodo d’oro di Buzzi Unicem (+1,37%) che da inizio anno sta mettendo a segno una performance coi fiocchi (+53,1%).

Viaggiano, seppur di poco, in territorio positivo i tre principali indici americani, viste le premesse, possiamo senza dubbio dire “quasi un miracolo”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro                         

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Autore: Giancarlo Marcotti Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online