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Wall Street imbastisce un rimbalzo: ora si guarda solo alla Fed

Davide Pantaleo
 

Dopo il netto calo di ieri la piazza azionaria americana punta a dare vita ad un rimbalzo, almeno in avvio, come anticipato dai futures sui principali indici che viaggiano tutti in salita. Il contratto sull'S&P500 e sul Nasdaq100 si presentano entrambi in rialzo dello 0,56%, in lieve frenata dai massimi della mattinata.

Il mercato mantiene una buona intonazione dopo la diffusione dei due dati macro in agenda oggi, entrambi relativi al settore immobiliare.

Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) mese di novembre i nuovi cantieri edili sono sati pari a 1,256 milioni di unità, in rialzo del 3,2% rispetto alla lettura precedente rivista al ribasso da 1,228 a 1,217 milioni di unità. Il dato ha battuto le previsioni degli analisti che si erano preparati ad un rialzo a 1,234 milioni di unità.

Sempre a novembre le licenze di costruzione si sono attestate a 1,328 milioni di unità, in rialzo del 5% rispetto all'indicazione di ottobre. Il dato è stato migliore delle aspettative che parlavano di un incremento meno marcato a 1,265 milioni di unità.  

Gli investitori continuano a mostrare non poco apprensione per i segnali di frenata dell'economia globale e intanto attendono con impazienza il verdetto della Fed, il cui meeting avrà inizio oggi, per concludersi domani con l'annuncio sui tassi di interesse.

Le attese sono per un nuovo rialzo di un quarto di punto, ma l'attenzione è già rivolta a quello che potrebbe fare la Banca Centrale americana il prossimo anno, per capire quale sarà l'entità della stretta monetaria nei mesi a venire.

Intanto sul fronte valutario il dollaro continua a perdere terreno contro lo yen con il cross che scende in area 112,4, ma il biglietto verde arretra anche rispetto all'euro che sale in direzione di quota 1,138.

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Sotto pressione il petrolio che dopo il netto calo di ieri continua a scivolare verso il basso, presentandosi ora poco sotto i 49 dollari al barile, mentre è preceduto dal segno più l'oro che sale in area 1.248 dollari l'oncia. 

Tra i vari titoli da seguire Oracle (NYSE: ORCL - notizie) che ieri a mercati chiusi ha diffuso i conti del secondo trimestre dell'esercizio fiscale 2018-2019. Il periodo in esame è stato archiviato con un utile netto in rialzo da 2,21 a 2,33 miliardi di dollari, con un risultato per azione che al netto delle voci straordinarie è stato pari a 0,8 dollari, al di sopra dei 78 cents previsti.

I ricavi sono scesi leggermente da 9,59 a 9,56 miliardi di dollari, battendo comunque le stime che parlavano di un dato pari a 9,52 miliardi.

Sempre in tema di risultati societari da seguire a mercati chiusi i conti degli ultimi tre mesi di FedEx (Swiss: FDX-USD.SW - notizie) e di Micron Technology (Francoforte: 869020 - notizie) che per non deludere le attese dovranno centrare l'obiettivo di un utile per azione pari rispettivamente a 3,95 e a 2,95 dollari.

Sotto la lente Philip Morris che ha ricevuto una bocciatura da Credit Suisse (IOB: 0QP5.IL - notizie) , i cui analisti hanno ridotto il rating da "neutral" ad "underperform", con un prezzo obiettivo tagliato da 92 a 74 dollari.

La banca elvetica ha deciso di avviare la copertura su Medtronic (Francoforte: 2M6.F - notizie) con una raccomandazione "outperform" e un target price a 109 dollari. 

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