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Wall Street incerta dopo no Trump a piano anti-Covid Congresso, spese per consumi Usa giù per prima volta da aprile

Laura Naka Antonelli
·3 minuto per la lettura

Wall Street incerta, dopo il rifiuto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di apporre la sua firma al pacchetto di aiuti economici anti-Covid da $900 miliardi, sfornato finalmente dal Congresso Usa, dopo sette mesi circa di negoziati tra Repubblicani e Democratici. Lo S&P 500 è in rialzo dopo tre sessioni consecutive di ribassi, e avanza dello 0,47% a 3.704 punti; il Nasdaq è al momento piatto con una variazione dello 0,03%, a 12.805 punti circa. Il Dow Jones mette a segno un rialzo dello 0,65% a 30.210 punti. Trump ha chiesto al Congresso di apportare modifiche al pacchetto di aiuti, sottolineando che contiene disposizioni non necessarie, e chiedendo che gli assegni vengano incrementati a 2000 dollari per persona e a $4000 per coppia, affermando che l'importo di $600 è basso in modo ridicolo. Il presidente Usa non ha minacciato il veto ma ha chiesto che gli venga inviata una proposta di legge che sia "adatta, altrimenti sarà il prossimo governo a dover varare il pacchetto di aiuti anti-Covid-19". Resi noti alcuni dati dal fronte macroeconomico degli Stati Uniti: nella settimana terminata lo scorso 19 dicembre, praticamente la settimana precedente la festività del Natale, il numero di americani che hanno fatto richiesta per la prima volta in assoluto per ricevere le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione si è attestato a 803.000 unità, a un livello inferiore rispetto alle 888.000 unità attese dagli analisti di Dow Jones. Il dato della settimana precedente è stato rivisto però al rialzo di 7.000 unità a 892.000, al massimo dall'inizio di settembre. In calo le spese per consumi, scese a novembre dello 0,4%: si è trattato della prima flessione dallo scorso aprile, avvenuta a fronte del dietrofront, anche, dei redditi, che sono scesi dell'1,1%, soffrendo il terzo calo degli ultimi quattro mesi. Diffuso infine il dato relativo agli ordini dei beni durevoli, che sono saliti a novembre dello 0,9%, rispetto al +0,6% atteso dal consensus. Rivisto al rialzo il dato di ottobre, salito dell'1,8%, più del +1,3% precedentemente riportato. Gli ordini dei beni capitali core - ordini che escludono i beni facenti parte del settore della difesa e aereo - sono avanzati dello 0,4%, anche se a un ritmo inferiore al +1,6% precedente e al +0,7% atteso dal consensus. Buone notizie dal fronte dei vaccini, con Pfizer e BioTech che hanno annunciato di aver raggiunto un nuovo secondo accordo con il governo degli Stati Uniti per la distribuzione di altre 100 milioni di dosi del vaccino anti-Covid-19, prodotto congiuntamente. L'accordo porta il numero totale dei vaccini distribuiti in Usa a 200 milioni di dosi, disponibili entro la fine di luglio del 2021. Il titolo Pfizer sale in premercato dello 0,57%, mentre BioNTech è sotto pressione con un calo superiore al 3%. Focus sui titoli Apple e Tesla, dopo che Elon Musk, rispondendo su Twutter alla richiesta di un commento sull'Apple Car che Apple potrebbe lanciare entro il 2024 (altre fonti hanno parlato addirittura di una Apple Car nel 2021), ha rivelato che nel 2017 cercò di vendere la sua società al colosso di Cupertino. Non ci fu tuttavia nessun incontro con l'AD di Apple Tim Cook che, praticamente, snobbò del tutto la sua richiesta.