Wall Street, pesa JP Morgan, ma i ribassi sono limitati

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INCO.NX35,82+35,82
S6,64+0,02
MSTF.EX45,180,00
FDX.HM145,27+0,05
^DJI18.261,45-131,01

La tegola abbattutasi su JP Morgan ha pesato sull’intero comparto, hanno così sofferto sia il Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) che lo S&P500, mentre il Nasdaq (Nasdaq: ^NDX - notizie) ha veleggiato sulla parità nonostante la debolezza di Apple (NasdaqGS: AAPL - notizie) .

Si conclude così una settimana che nel complesso non ha avuto forti oscillazioni, anche se la volatilità non si è abbassata, l’indice peggiore è risultato l’Hang Seng (HKSE: ^HSI - notizie) di Hong Kong (-5,32%) seguito dal giapponese Nikkei (Osaka: ^N225 - notizie) (-4,55%), i migliori lo spagnolo Ibex (+1,74%) e l’italiano Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) (+0,91%).

In pratica si sono invertite le posizioni della scorsa settimana, ma è ancora presto per capire se per gli indici più penalizzati da inizio anno (Spagna e Italia) sia arrivato il momento del riscatto.

A sorreggere i listini a stelle e strisce un indice di fiducia del Michigan arrivato a 77,8 e quindi salito per il nono mese consecutivo (almeno in lettura preliminare), risultato ancor più apprezzato se si tien conto che le previsioni erano per una riduzione a 76 punti.

Ma, come tutti sanno, alla chiusura della seduta di ieri era arrivata la notizia che aveva raggelato il sangue a tutti gli operatori di Borsa, il Ceo di JP Morgan Chase, Jamie Dixon ha annunciato che “un piano di copertura è risultato più rischioso del previsto” inoltre “sono stati violati gli standard di attività dell’Istituto” insomma avete già capito una vera e propria supercazzola in stile Amici Miei. Morale? Due miliardi di perdite, anzi tre visto che a causa della volatilità dei mercati (la scusa è sempre buona) ce ne potrebbe essere un altro nel secondo trimestre (quindi è sicuro!).

Sentir parlare così un Ceo di una tra le più grandi Banche del mondo fa letteralmente cadere le braccia, se poi, come paventato, le agenzie di rating dovessero far piovere downgrade sul comparto, confermando in questo modo che alla solita balla del “trader impazzito” o del “software impazzito” non ci credono per nulla, il rischio di ritrovarci con una nuova Lehmann Brothers avrebbe conseguenze apocalittiche.

, Per le Banche europee c’è già il problema Grecia, che non è da poco, se arrivassero altri guai da Oltre Oceano, la frittata sarebbe fatta, parafrasando l’inno nazionale britannico di dovrebbe dire “Dio salvi le Banche”.

Insomma, e concludo, per ora la botta è arrivata a JP Morgan, per il resto è solo un buffetto, speriamo che ci si fermi qui, che non si inneschi un effetto domino altrimenti è finita.

Dow Jones (-0,27%) Verizon (+1,50%) sui massimi dal gennaio 2008 beneficia della promozione di Credit Suisse (NYSEArca: CSMA - notizie) ad “Outperform”, così come AT&T (Monaco: A0HL9Z - notizie) (+1,39%). Bene (Stoccarda: A0LCPZ - notizie) anche Intel (Euronext: INCO.NX - notizie) (+1,43%) sembra essersi ripresa dal momento di debolezza.

Maglia nera ovviamente a JP Morgan (-9,28%) tornato sui valori di metà gennaio, giù anche BofA (-1,95%) e continua pure la debolezza di Cisco Systems (NasdaqGS: CSCO - notizie) (-1,84%).

S&P500 (-0,34%) ancora un guadagno per Sprint Nextel (NYSE: S - notizie) (+1,63%) al terzo rialzo di fila, a seguire Microsoft (EUREX: MSTF.EX - notizie) (+1,37%), rimbalza anche Fedex (Amburgo: FDX.HM - notizie) (+1,33%).

Nessuna sorpresa sul fondo della classifica odierna, Citigroup (NYSE: C - notizie) (-4,24%), Morgan Stanley (EUREX: DWDF.EX - notizie) (-4,17%) e Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) (-3,94%) a preoccupare ancor più è uno sguardo ai grafici di questi titoli, praticamente in calo continuo dalla seconda metà di marzo.

Nasdaq (+0,01%) rialzi guidati da Netflix (+6,85%), Nvidia Corp (+6,36%) e Bed Bath Beyond (+4,07%).

I cali più sensibili invece sono risultati quelli di Green Mountain Coffee Roasters (-3,56%), Apollo Group (NasdaqGS: APOL - notizie) (-3,39%) e Sirius XM Radio (Dusseldorf: RDO.DU - notizie) (-2,30%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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