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Wall Street più forte dell'inflazione, l'indice S&P 500 tocca un nuovo record

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Wall Street più forte dell'inflazione, l'indice S&P 500 tocca un nuovo record
Wall Street più forte dell'inflazione, l'indice S&P 500 tocca un nuovo record

La crescita dell'inflazione Usa a maggio non spaventa la Borsa, avvio positivo per gli indici principali mentre gli investitori guardano già al meeting della Fed della prossima settimana

L'inflazione tocca i massimi dal 2008, ma Wall Street risponde aggiornando nuovi record. La Borsa americana non sembra aver accusato il colpo dopo l'attesa pubblicazione dell'inflazione del mese di maggio.

INFLAZIONE IN CRESCITA

L'indice dei prezzi è cresciuto dello 0,6% su base mensile (attese 0,2%) e del 5% rispetto a dodici mesi fa, quando - è bene ricordarlo - il lockdown aveva portato in negativo l'inflazione. Il dato "core", ovvero quello epurato dai prezzi di beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,7% su base mensile e del 3,8% su base annuale. Si tratta dei rialzi maggiori registrati da agosto 2008 (per il dato aggregato) e addirittura da giugno 1992 per quello "core".

NUOVO RECORD PER L'S&P 500

Tuttavia, gli indici di Wall Street sono partiti al rialzo. Poco dopo la pubblicazione del dato sull'inflazione i futures degli indici principali (fino a quel momento sotto la parità) hanno virato verso il verde. L'S&P 500, in particolare, ha toccato un nuovo record a quota 4.248 punti, superando il precedente massimo intra-day del 7 maggio scorso, con un rialzo dello 0,6%. Bene anche il Dow Jones in avvio di seduta (+0,7%) mentre il Nasdaq ha guadagnato in avvio lo 0.8%.

IL FATTORE CAMION USATI

A supportare gli indici americani ed europei (questi ultimi sostenuti anche dalla politica accomodante confermata dalla Bce oggi) sono stati diversi fattori. Innanzitutto un dato sull'inflazione che, se confrontato con lo scorso anno, non ha registrato la temuta fiammata e tutto sommato è ancora nel range di tolleranza della Fed. Da sottolineare comunque che un terzo dell'aumento dell'indice è stato provocato dai prezzi di auto e camion usati, in rialzo del 7,3% rispetto al mese precedente e del 29,7% negli ultimi dodici mesi.

MERCATO DEL LAVORO

Altro elemento che non dovrebbe portare a un rallentamento della politica monetaria accomodante arriva dai dati sul lavoro. Le persone che per la prima volta, negli Usa, hanno chiesto un sussidio sono scese a 9mila unità, segno che il mercato del lavoro Usa sta lentamente tornando alla normalità, ma serve ancora il supporto monetario.

T-BOND SOTTO CONTROLLO

Infine, il temuto rialzo dei rendimenti dei Treasury decennali americani non c'è stato. Il T-bond non si è mosso dall'1,5%, altro segnale che non fa pensare a novità rilevanti, nel meeting del 15-16 giugno del Federal Open Market Committee (Fomc), il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. Il petrolio Wti al Nymex guadagna lo 0,66% a 70,42 dollari al barile, dopo aver chiuso, martedì, sopra i 70 dollari per la prima volta dall'ottobre 2018.

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