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Wall Street prova a ripartire con un occhio sempre ai dazi

Davide Pantaleo
 

Dopo la flessione di ieri la piazza azionaria americana sembra voler dare vita ad un recupero almeno in avvio, stando a quando anticipato dai futures sui principali indici. Il contratto sull'S&P500 sale dello 0,23%, preceduto da quello sul Nasdaq100 che avanza dello 0,27%.

I mercato attende di conoscere un paio di dati macro, visto che a breve sarà diffuso l'indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene Usa, mentre mezz'ora dopo l'apertura di Wall Street si guarderà all'indice Nahb che a settembre dovrebbe salire da 67 a 68 punti.

Sul fronte valutario il dollaro continua ad apprezzarsi nei confronti dello yen, salendo a quota 112,15, mentre il biglietto verde perde terreno rispetto all'euro che torna a ridosso di area 1,17.
Acquisti sul petrolio che avanza in direzione dei 70 dollari al barile, mentre oscilla intorno alla parità l'oro a poca distanza dalla soglia dei 1.201 dollari l'oncia.

L'attenzione del mercato continua a rimanere alta sul fronte della guerra commerciale, dopo che gli Usa hanno annunciato nuovi dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi. Il ministero del commercio cinese ha fatto sapere che al Paese non resta altro da fare che rispondere con delle contromisure, ma non è stato fornito per ora alcun dettaglio in merito alle stesse.

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Tra i vari titoli segnaliamo General Mills (NYSE: GIS - notizie) che ha diffuso i conti del primo trimestre dell'esercizio fiscale in corso, archiviato con un utile netto in calo da 404,7 a 392,3 milioni di dollari. Il risultato per azione al netto delle voci straordinarie è stato pari a 0,71 dollari, al di sopra dei 64 cents attesi dal mercato.

I ricavi sono saliti da 3,77 a 4,09 miliardi di dollari, poco al di sotto dei 4,12 miliardi si cui aveva scommesso la comunità finanziaria.

Sempre in tema di risultati societari segnaliamo Oracle (NYSE: ORCL - notizie) che ieri a mercati chiusi ha alzato il velo sui conti del primo trimestre dell'esercizio in corso. Il periodo in esame si è concluso con un utile netto in rialzo da 2,14 a 2,27 miliardi di dollari, con un risultato per azione che al netto delle voci straordinarie si è attestato a 0,71 dollari, al di sopra dei 69 cents attesi.

Il fatturato è aumentato leggermente da 9,1 a 9,19 miliardi di dollari, deludendo però le aspettative che parlavano di un dato pari a 9,24 miliardi.

Sotto la lente anche FedEx (Swiss: FDX-USD.SW - notizie) che nel primo trimestre dell'esercizio fiscale in corso ha visto l'utile salire da 596 a 835 milioni di dollari, con un risultato per azione che al netto delle voci straordinarie è stato pari a 3,46 dollari, al di sotto dei 3,86 previsti.

I ricavi sono saliti da 15,4 a 17,1 miliardi di dollari, battendo le stime degli analisti che puntavano ad un dato pari a 16,9 milioni.

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