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Wall Street in rally in attesa della Fed e del prossimo presidente Usa. A Biden manca sostegno di un solo swing state

Laura Naka Antonelli
·3 minuto per la lettura

Wall Street in rialzo nel giorno della Fed, mentre sale la trepidazione, in attesa di conoscere il nome del prossimo presidente degli Stati Uniti. Stando alle ultime rilevazioni dell'Associated Press, Joe Biden si avvierebbe a diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti, con un sostegno di 264 grandi elettori, a fronte dei 214 a favore di Donald Trump. Il Dow Jones sale di oltre 450 punti (+1,62%), a 28.311 punti circa; lo S&P 500 avanza dell'1,95% a 3.511 circa; il Nasdaq balza del 2,4% a 11.873 punti. Secondo la NBC News, l'ex vicepresidente dell'amministrazione di Barack Obama, Joe Biden, dovrebbe emergere vittorioso negli stati del Wisconsin e Michigan (in cui tra l'altro Trump vinse l'Election Day del 2016), mentre il conteggio dei voti prosegue ancora in questi due stati e in altri. Dal canto suo, dopo aver minacciato il ricorso alla Corte Suprema, Trump ha continuato a strepitare in queste ultime ore, lanciando diverse cause legali. Obiettivo: fermare il conteggio dei voti che, a suo avviso, avrebbe dovuto essere ultimato entro il giorno delle elezioni presidenziali, ovvero entro lo scorso martedì, 3 novembre. Il problema è che, a causa della pandemia da coronavirus, molti elettori hanno optato per il voto per posta. Il conteggio dunque richiede più tempo, in queste circostanze eccezionali. Wall Street continua tuttavia a guadagnare terreno: gli ultimi numeri danno Joe Biden per favorito. Mancherebbe il sostegno di un solo swing state per inaugurare la sua era alla Casa Bianca. Da segnalare che, per diventare presidente degli Stati Uniti, sono necessari almeno 270 voti dei grandi elettori. Il team della campagna elettorale di Trump ha avviato intanto azioni legali, chiedendo l'interruzione nel conteggio dei voti, negli stati della Georgia, in Michigan e in Pennsylvania. Il Dow Jones ha terminato la sessione di ieri in rialzo di 367,63 punti (+1,3%), dopo essere balzato nei massimi intraday fino a +821 punti; lo S&P 500 è salito del 2,2%, mentre il Nasdaq Composite è volato del 3,9%. L'assenza apparente di uno scenario di Blue Wave è stato apprezzato soprattutto dai titoli delle Big Tech: nella seduta di ieri, Facebook è balzata dell'8,3%, Amazon e Alphabet hanno guadagnato più del 6%, Apple è salita del 4%, Netflix del 2%. I rialzi continuano anche oggi, con Facebook +1,3%, Alphabet +1,4%, Apple +3,7%, Amazon +2,9%, Netflix oltre +2%. Brad McMillan, responsabile della divisione degli investimenti presso Commonwealth Financial Network, ha commentato il trend della borsa Usa, sottolineando che "i mercati stanno reagendo molto bene al fatto che gran parte dell'incertezza legata alle elezioni sia alle spalle. Non tutta, ma almeno i risultati peggiori sembrano essere stati evitati". McMillan ha commentato il trend facendo notare che, "senza alcuna Blue Wave, il Senato rimarrà diviso, fattore che ostacolerà le decisioni politiche di chiunque diventerà presidente. Questo significa che probabilmente non ci sarà nessun grande cambiamento sul fronte delle tasse, così come sul piano di limitare il potere delle grandi aziende tecnologiche". Rimane la paura del coronavirus: la situazione, negli Stati Uniti, si conferma seria: dai dati compilati dalla Johns Hopkins University emerge che, nella giornata di mercoledì, sono stati confermati più di 100.000 nuovi casi di persone infettate dal virus, per la prima volta in assoluto in un giorno. Notizie poco confortanti sono arrivate dal fronte macro degli Stati Uniti: la scorsa settimana, altri 751.000 americani hanno presentato per la prima volta richiesta per ricevere i sussidi di disoccupazione, più delle 735.000 richieste stimate dal consensus degli analisti intervistati da Bloomber, ma in lieve calo rispetto al rialzo di 758.000 unità della settimana precedente. Nella settimana terminata lo scorso 24 ottobre, il numero totale degli americani che percepiscono i sussidi si è attestato a 7,285 milioni, rispetto ai 7,200 milioni stimati e ai 7,823 milioni della settimana precedente.