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Wall Street in rialzo: si spera in accordo Congresso su piano stimoli, a rischio 32.000 posti lavoro settore aereo

Laura Naka Antonelli
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Ottimismo a Wall Street, con i futures sul Dow Jones che avanzano di oltre 200 punti, dopo la chiusura positiva della vigilia. Ieri il Dow Jones Industrial Average è balzato di 329,04 punti, (+1,2%), a 27.781,70 punti; lo S&P 500 è salito dello 0,8% a 3.363 punti e il Nasdaq Composite è avanzato dello 0,7% a 11.167,51. Il sentiment positivo si spiega con le notizie arrivate dal Congresso Usa: è vero che, per l'ennesima volta, la Speaker della Camera dei Rappresentanti Usa Nancy Pelosi e il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin non sono riusciti a trovare un accordo sul nuovo pacchetto di stimoli anti-COVID a cui Capitol Hill sta lavorando da settimane. Ma sia Pelosi che Mnuchin si sono detti più fiduciosi nella possibilità di arrivare a un'intesa e i democratici della Camera hanno rimandato il voto atteso ieri notte sulla loro proposta da $2,2 trilioni, per permettere alle trattative con i repubblicani di proseguire. Il responsabile dello staff della Casa Bianca Mark Meadows ha riferito inoltre ai giornalisti che Donald Trump ha migliorato la propria proposta sul valore complessivo degli stimoli economici anti-COVID-19 a più di $1,5 trilioni. Nessun dettaglio è stato fornito sull'importo reale del pacchetto che incontrerebbe il favore di Trump. Si sa comunque che qualsiasi piano fiscale da $2 trilioni o superiore sarebbe, come ha detto Meadown, "un vero problema". Il funzionario della Casa Bianca ha aggiunto che la proposta di Trump include altri aiuti alle compagnie aeree tra cui l'estensione di sei mesi del blocco dei licenziamenti e una iniezione di $20 miliardi. Tra l'altro, è stato lo stesso segretario al Tesoro Usa Mnuchin, in una intervista alla Cnbc, a lanciare un appello alle compagnie aeree Usa, affinché ritardino l'invio delle lettere di licenziamenti. Fino alla giornata di ieri, le compagnie aeree americane American Airlines e United Airlines hanno confermato che avrebbero iniziato ad avviare i tagli - che prevedono licenziamenti di più di 32.000 dipendenti - a partire dalla giornata di oggi, 1° ottobre. La decisione è stata presa dopo l'ennesimo flop delle trattative al Congresso. Le due compagnie hanno comunicato tuttavia entrambe che, nel caso un cui i Democratici e i Repubblicani riuscissero a trovare un accordo sul piano di stimoli fiscali, la decisione potrebbe essere ritirata. Il piano federale da $25 miliardi con cui il Congresso americano, lo scorso marzo, ha dato un assist al settore aereo, impedendo alle compagnie di licenziare, scade nella giornata di oggi. I dirigenti del comparto, negli ultimi mesi, hanno auspicato l'approvazione di un altro sostegno da $25 miliardi, ricevendo la disponibilità di entrambi i partiti. Ma gli aiuti sono contenuti nel piano di aiuti che il Congresso, di nuovo, nella giornata di ieri, non è riuscito ad approvare. Sono proprio i dipendenti di American (-1% in premercato) e United (+0,70%) a rappresentare la fetta più grande dei più di 30.000 tagli al personale che dovrebbero partire nella giornata di oggi. Detto questo, il maggiore ottimismo di Pelosi e Mnuchin lascia sperare Wall Street in un accordo imminente. Quello di settembre è stato un brutto mese per la borsa Usa: il Dow Jones Industrial Average ha perso quasi il 2,3%, lo S&P 500 ha ceduto il 3,9%, e il Nasdaq Composite ha fatto - 5,2%.