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Wall Street in rialzo, si spera ancora in piano stimoli Usa. Delude dato su richieste sussidi disoccupazione

Laura Naka Antonelli
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Wall Street positiva, mentre le polemiche su Trump - in vista delle elezioni presidenziali Usa che si terranno il prossimo 3 novembre -continuano. Il Dow Jones avanza di oltre 113 punti (+0,40%), a 28.419 punti circa; il Nasdaq avanza di quasi 50 punti (+0,43%) a 11.415 punti circa. Lo S&P sale di oltre 15 punti (+0,44%), a 3.435 punti. Donald Trump ha detto che non parteciperà al dibattito presidenziale contro lo sfidante democratico Joe Biden, dopo aver appreso la decisione della Commissione bipartisan sui dibattiti presidenziali, che ha stabilito che il confronto sarà virtuale: "No, non andrò a sprecare il mio tempo in un dibattito virtuale", ha detto il presidente, durante un'intervista rilasciata al canale televisivo Fox Business, aggiundendo di "non essere contagioso". Il sentiment positivo a Wall Street si spiega con la speranza, da parte degli investitori, che il Congresso Usa riesca alla fine a varare un nuovo piano di stimoli economici anti-Covid. Contraddittorie le dichiarazioni di Trump, che prima ha detto di aver ordinato ai suoi lo stop alle trattative con i democratici, e che successivamente ha invocato aiuti a favore delle compagnie aeree. Bene i titoli del settore, con United, American e Delta Airlines che guadagnano tutti oltre +1%. Poco fa ha parlato il consulente economico alla Casa Bianca Larry Kudlow. Intervistato da Fox, Kudlow ha affermato che l'America ha "ancora bisogno" di pacchetti di aiuti per contrastare gli effetti della pandemia Covid-19. Nelle ore precedenti, Kudlow aveva tuttavia sottolineato come il tempo a disposizione non fosse "sufficiente a stilare un piano prima delle elezioni". Dal fronte macroeconomico reso noto il report settimanale sulle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione. Dal report è emerso che il numero di americani che hanno fatto richiesta per la prima volta per ricevere i sussidi è sceso la scorsa settimana di 9.000 unità a 840.000 unità: un numero che rimane ostinatamente elevato, a conferma dei tagli alla forza lavoro che le aziende hanno lanciato e stanno lanciando. Il consensus aveva previsto un calo più forte, a 837.000 unità. Il numero di persone che continuano a ricevere i sussidi negli Stati è sceso invece a 10,976 milioni, meglio degli 11,5 milioni attesi.