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Wall Street scoppia di salute (e digerisce le cattive notizie)

Gaetano Evangelista
 

Una contrazione dello S&P dello 0.3% appare ben poca cosa, a fronte di un florilegio di notizie non certo promettenti per gli investitori: dal conseguito ipercomprato sugli indici azionari ai primi passi della procedura di impeachment ai danni del presidente USA.

Settimana all’insegna di un prevedibile consolidamento: lo suggeriva la stagionalità, impegnativa pur nel contesto di un ultimo quadrimestre da tempo previsto all’insegna del Toro. A consuntivo, una contrazione dello S&P dello 0.3% appare ben poca cosa, a fronte di un florilegio di notizie non certo promettenti per gli investitori: dal conseguito ipercomprato sugli indici azionari ai primi passi della procedura di impeachment ai danni del presidente USA; dalle incertezze nel conseguimento di un primo stadio dell’intesa commerciale fra Stati Uniti e Cina alle vibranti contestazioni in mezzo mondo.

Ciò evidenzia una condizione di salute che per ora ben digerisce le crepe che pur si registrano in alcuni punti della struttura di mercato: fra tutte, l’anomala compresenza di società sui minimi e sui massimi annuali sul NYSE, che ha provocato l’attivazione di un Hindenburg Omen in ben sei occasioni nelle ultime due settimane. Un fenomeno per ora sotto controllo, in attesa che il mercato assecondi le prescrizioni dei modelli previsionali per le settimane a venire.

Leader fra le prime 25 borse al mondo per performance da inizio anno, con un saldo prossimo al 27% prima di considerare di dividendi; Piazza Affari subisce maggiormente i realizzi degli investitori. La possibilità di ritestare i massimi di ottobre 2009, del 2015 e di maggio dello scorso anno, è ancora concreta: si parla dell’area compresa fra 24200 e 24600 punti di indice MIB.

Prima di questo appuntamento con il destino, però, la borsa italiana fa i conti con un test di primaria rilevanza: la sollecitazione della parete superiore del canale ascendente entro cui l’indice Total Return si muove da più di dieci anni.

Come si può notare, questo canale ha racchiuso tutto il movimento della borsa italiana perlomeno dal 2009 in poi. I citati picchi, pressoché allineati come detto nella versione “cash”; risultano qui inclinati verso l’alto in virtù del contributo non marginale del flusso dei dividendi.

Sotto questa prospettiva, si comprende bene l’esitazione degli ultimi giorni. Un ripiegamento di qualche seduta è nell’ordine delle cose.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online