Wall Street: una strana seduta

QUOTAZIONI CORRELATE

SimboloPrezzoVariazione
^DJI16.262,56
AAPL517,9599
CVS.DU44,500,000
AEC1.HA53,440,00
GOOG536,44

Per commentare la giornata di Borsa a Wall Street occorre partire dai dati macro, cominciamo dalle vendite al dettaglio aumentate dello 0,3% un dato leggermente inferiore al consenso, ma se togliamo le vendite di automobili il valore si azzera come nelle previsioni, quindi possiamo senza dubbio dire che le “Retail Sales” hanno corrisposto alle attese del mercato.

Proseguiamo con l’indice dei prezzi alla produzione, calato a novembre dello 0,8%, ma se il dato viene depurato dai prezzi di cibo ed energia il risultato è un incremento dello 0,1%, perfettamente in linea con le previsioni, quindi anche in questo caso nessuna sorpresa.

Arriviamo alle scorte delle imprese, aumentate ad ottobre dello 0,4% esattamente come nelle attese degli economisti.

Ma, come ogni giovedì, tutti gli occhi erano puntati sui dati riguardanti il mercato del lavoro ed in particolare sulle prime richieste di sussidi alla disoccupazione. Erano risultate 370.000 la scorsa settimana (dato ora rivisto a 372.000) e ci si attendeva un aumento a 375.000 unità. Per questo quando è stato reso noto che invece erano scese a 343.000 ci si sarebbe potuta attendere una reazione decisamente positiva del mercato, che invece non c’è stata.

Più precisamente nella prima ora di contrattazione gli indici Usa hanno viaggiato nei pressi della parità, poi, anche sull’onda della notizia che S&P ha portato l’outlook del Regno Unito a negativo, prendevano decisamente la strada del ribasso, continuando così fino ad una quarantina di minuti dal termine delle contrattazioni.

A quel punto, improvvisamente, sul mercato arrivavano fortissimi ordini di acquisto, che però duravano soltanto una ventina di minuti, negli ultimi venti minuti veniva invece bruciato gran parte di questo recupero, che era accaduto? , Non si sa con precisione, ma è presumibile che sia sempre il problema del fiscal cliff a dominare la scena. Il Presidente della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano John Boehner, non era stato tenero con Barack Obama, reo, a suo dire, di non fare molto dal lato dei tagli alla spesa, ma per alcuni minuti si era invece sparsa la voce che le posizioni si fossero decisamente avvicinate, voce che, successivamente, è risultata priva di fondamento.

E dopo le parole pronunciate ieri da Ben Bernanke (che la Fed può fare ben poco per risolvere il problema del fiscal cliff) qualunque “voce” si sparge sul mercato ha un immediato effetto sulle quotazioni azionarie, mancano ancora più di quindici giorni alla fine dell’anno, ma se teniam conto delle imminenti festività natalizie, beh, obiettivamente il tempo comincia a stringere.

Il Nasdaq anche oggi è risultato maggiormente penalizzato rispetto agli altri indici di Borsa ancora una volta per “colpa” di Apple (NasdaqGS: AAPL - notizie) che non ha beneficiato neppure della retromarcia rispetto alle mappe (son tornate quelle di Google (NasdaqGS: GOOG - notizie) ) che tante polemiche avevano scaturito al momento del lancio di iPhone 5.

Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) (-0,56%), pochi e di scarsa entità i rialzi odierni che hanno riguardato in particolare Caterpillar (+0,47%), Wal-Mart (+0,15%) e American Express (Hannover: 850226 - notizie) (+0,09%).

Pesante il ribasso di Merck (Xetra: 10683053.DE - notizie) (-2,89%) che improvvisamente inverte la rotta inviando un preoccupante segnale al mercato, Unitedhealth (-1,57%) e quindi Boeing (-1,52%) che storna proprio mentre molti ritenevano che potesse dare l’attacco ai massimi dell’anno.

S&P500 (-0,63%) svetta CVS Caremark (Dusseldorf: CVS.DU - notizie) (+2,02%) per la più nota catena di farmacie statunitensi la soddisfazione di aver stabilito in intraday i nuovi massimi dell’anno (toccati i 49,80 dollari), ma la parte finale della seduta ha visto un ridimensionamento dei guadagni. Oltre un punto percentuale di guadagno anche per Target (Berlino: DYH.BE - notizie) (+1,17%) e Honeywell (+1,05%).

, In ribasso l’assicurativo Metlife (EUREX: METF.EX - notizie) (-2,32%), poi Lockheed Martin (Dusseldorf: 351011.DU - notizie) (-1,98%) quindi inevitabili prese di profitto per Gilead Sciences (NasdaqGS: GILD - notizie) (-1,92%).

Nasdaq (Nasdaq: ^NDX - notizie) (-0,72%), non si ferma il prodigioso recupero di Research in Motion (+4,13%), ancora una seduta come quella odierna ed la performance dell’anno in corso verrà azzerata, se pensiamo che soltanto il 24 settembre scorso il titolo faceva segnare un -56,55% ci rendiamo conto che da allora, e quindi in poco più di due mesi e mezzo la società del Blackberry ha guadagnato esattamente il 120%, le quotazioni, infatti, sono passate dai 6,3 dollari agli attuali 13,86 dollari. A seguire troviamo Facebook (+2,39%) che sembra avere la forza per proseguire il recupero dopo una fase di consolidamento delle quotazioni, quindi Netflix (+2,02%) continua il trend rialzista nonostante scarsi volumi.

Sul fondo della classifica odierna Monster Beverage (-3,71%), poi Warner Chilcott (NasdaqGS: WCRX - notizie) (-3,45%), quindi Randgold Resources (Other OTC: RGORF.PK - notizie) (-3,19%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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